martedì 4 febbraio 2020

(ed anche in italiano )Inno Acatisto al nostro padre tra i santi Giovanni, taumaturgo di Shanghai e San Francisco




Ringraziando il caro fratello Marco Giorgi presbitero della Metropolia Ortodossa di Aquileia,chiesa locale con la quale, ad oggi, le chiese ortodosse maggioritarie e note   non sono in comunione


Contacio 1
Eletto taumaturgo e straordinario adoratore di Cristo, sul mondo intero riversi il miro di gran prezzo dell’ispirazione e una moltitudine di miracoli. Noi con amore ti lodiamo, e cantiamo a te: gioisci, o santo ierarca Giovanni, taumaturgo degli ultimi tempi.

Ico 1
Come un angelo nella carne ti ha manifestato negli ultimi tempi il Creatore di tutto per aver cura degli abitanti della terra per la misericordia di Dio. Vedendo la bellezza delle tue virtù, o beatissimo Giovanni, noi figli tuoi così ti gridiamo:
Gioisci, tu che hai vissuto piamente fin dall’infanzia.
Gioisci, tu che con tremore e timore hai compiuto la volontà di Dio.
Gioisci, tu che hai manifestato la grazia di Dio in virtù nascoste.
Gioisci, tu che da lontano ascolti prontamente le preghiere di chi è in difficoltà.
Gioisci, aiutante pieno di amore dei tuoi simili per la loro salvezza.
Gioisci, gioia di tutti coloro che ti pregano con fede.
Gioisci, o santo ierarca Giovanni, taumaturgo degli ultimi tempi.



Contacio 2
Vedendo l'abbondanza e la varietà delle tue virtù, o glorioso ierarca Giovanni, che come una fonte portatrice di vita nutri di miracoli divini noi che con fede cantiamo a Dio: Alleluia.

Ico 2
O Giovanni sapiente in Dio, che sei stato pieno di amore, come anche di teologia, in te la conoscenza di Dio si è rinnovata nella misericordia verso gli uomini che soffrono; insegnaci a conoscere il vero Dio perché con umiltà cantiamo a te:
Gioisci, ferma roccaforte della verità dell’Ortodossia.
Gioisci, prezioso vaso dei doni dello Spirito Santo.
Gioisci, giusto accusatore dell’incredulità e della falsa dottrina.
Gioisci, ardente esecutore dei comandamenti di Dio.
Gioisci, severo asceta che a te stesso non hai dato riposo.
Gioisci, pastore amorevole del gregge di Cristo.
Gioisci, o santo ierarca Giovanni, taumaturgo degli ultimi tempi.

Contacio 3
Per il potere della grazia di Dio, sei stato rivelato come padre per gli orfani e come istruttore dei giovani, istruendoli nel timore di Dio e preparandoli per essere degni servitori di Dio. Pertanto, tutti i tuoi figli guardano a te cantando con gratitudine a Dio: Alleluia.

Ico 3
Davvero sei divenuto degno di essere lodato dagli abitanti del cielo, e non da noi sulla terra; perché nessuno degli uomini può descrivere la grandezza delle tue azioni. Eppure, offrendo a Dio ciò che abbiamo, ti lodiamo così:
Gioisci, tu che proteggi i tuoi figli con la tua preghiera costante.
Gioisci, custode del tuo gregge con il segno della Croce.
Gioisci, tu il cui amore non ha conosciuto limiti di paese o razza.
Gioisci, luce splendente amata da tutti.
Gioisci, modello di mansuetudine spirituale.
Gioisci, datore di consolazione spirituale ai bisognosi.
Gioisci, o santo ierarca Giovanni, taumaturgo degli ultimi tempi.

Contacio 4
Sopraffatti dalle tue molte gesta di pietà piene di amore, noi non sappiamo come glorificarti in modo degno, o santo ierarca Giovanni. Tu hai viaggiato fino ai confini della terra per salvare il tuo popolo e predicare il Vangelo a quanti sono nelle tenebre. Ringraziando Dio per le tue fatiche apostoliche, gridiamo a lui: Alleluia.

Ico 4
I popoli di molti paesi hanno visto la tua vita e si sono meravigliati della misericordia di Dio anche in questi ultimi tempi. E così anche noi ci meravigliamo della grazia di Dio in te manifestata, e gridiamo con soggezione:
Gioisci, illuminatore di coloro che si trovano nelle tenebre dell'incredulità.
Gioisci, tu che hai condotto il tuo popolo dall’Estremo Oriente fino in Occidente.
Gioisci, fonte di miracoli effusi da Dio.
Gioisci, tu che con amore castighi coloro che si sono smarriti.
Gioisci, conforto efficace per coloro che si pentono dei propri peccati.
Gioisci, sostegno di chi prosegue sulla retta via.
Gioisci, o santo ierarca Giovanni, taumaturgo degli ultimi tempi.

Contacio 5
Ti sei manifestato come raggio di luce divina per fermare le forze distruttive della natura caduta, o santo ierarca, preservando il tuo popolo sull'isola da un vento micidiale e dalla tempesta con la tua preghiera e il segno della Croce. Insegna anche a noi che ti chiamiamo in aiuto, o santo taumaturgo, a cantare con ardore a Dio: Alleluia.

Ico 5
Tutti coloro che hanno fiducia nel tuo aiuto in circostanze disperate e nelle avversità hanno trovato la liberazione, o impavido intercessore presso il trono di Dio. Pertanto, anche noi riponiamo la nostra speranza nella tua protezione dai pericoli per mezzo delle tue preghiere davanti a Dio, mentre cantiamo a te:
Gioisci, tu che hai fermato le forze della natura dal fare del male al tuo gregge.
Gioisci, tu che hai sostenuto con la tua preghiera tutti i bisognosi.
Gioisci, pane inesauribile per gli affamati.
Gioisci, ricchezza abbondante per coloro che vivono in povertà.
Gioisci, consolazione per chi vive nelle afflizioni.
Gioisci, pronto sollievo per molti caduti.
Gioisci, o santo ierarca Giovanni, taumaturgo degli ultimi tempi.

Contacio 6
Ti eri manifestato come nuovo Mosè, che porta il suo gregge fuori dalla schiavitù, o santo ierarca Giovanni. Liberaci anche dalla schiavitù del peccato e dai nemici di Dio mentre cantiamo a Dio: Alleluia.

Ico 6
Tu hai fatto l’impossibile per convincere le autorità di questo mondo ad avere compassione del tuo gregge, o buon pastore. Per questo anche noi insieme a loro con gratitudine ti cantiamo:
Gioisci, aiutante di tutti coloro che ti invocano con fede.
Gioisci, tu che salvi dalla morte ingiusta.
Gioisci, tu che preservi da menzogne e calunnie.
Gioisci, salvaguardia degli innocenti dalle catene.
Gioisci, tu che sbugiardi gli attacchi degli ingiusti.
Gioisci, distruttore delle bugie ed esaltatore della verità.
Gioisci, o santo ierarca Giovanni, taumaturgo degli ultimi tempi.

Contacio 7
Desiderando ardentemente glorificare i santi dell’Occidente, allontanato dalla verità, hai ristabilito la loro venerazione nella Chiesa ortodossa o amante dei santi dell’Oriente e dell’Occidente. Ora, trovandoti nei cieli con questi santi, intercedi presso Dio per noi, che dalla terra esclamiamo a Dio: Alleluia.

 Ico 7
O fervente veneratore dei santi ierarchi della Gallia, ti sei rivelato negli ultimi tempi come uno di loro, esortando il tuo gregge a preservare la stessa fede ortodossa che hanno confessato, e meravigliando i popoli dell'Occidente con la tua santa vita. Ora aiutaci a rimanere nella stessa fede mentre esclamiamo a te:
Gioisci, nuovo Martino per i tuoi miracoli e le tue gesta ascetiche.
Gioisci, nuovo Germano per la tua confessione della fede ortodossa.
Gioisci, nuovo Ilario per la tua teologia divina.
Gioisci, nuovo Gregorio per il tuo amore verso i santi di Dio.
Gioisci, nuovo Fausto per il tuo dolce amore e fervore monastico.
Gioisci, nuovo Cesario per la tuo fermo e amorevole servizio alla Chiesa di Dio.
Gioisci, o santo ierarca Giovanni, taumaturgo degli ultimi tempi.

Contacio 8
Alla fine della tua vita, o santo ierarca, sei stato chiamato nel Nuovo Mondo, per offrirvi la tua testimonianza di cristianesimo antico e per soffrirvi persecuzione a causa della tua giustizia, perfezionando così la tua anima per il cielo. Ora, ammirando la tua pazienza e longanimità, tutti noi esclamiamo a Dio: Alleluia.

Ico 8
Sei stato in tutto operaio della vigna di Cristo, o santo teoforo, e non hai conosciuto riposo neppure alla fine della tua vita di lunghe fatiche, aiuta oggi nei nostri sforzi noi indegni, a essere fedeli a Dio fino alla fine, o mirabile anto di Dio, Giovanni, e a cantarti glorificandoti:
Gioisci, tu che hai perseverato fino alla fine raggiungendo così la salvezza.
Gioisci, tu che sei stato fatto degno di morire di fronte all'icona della Madre di Dio.
Gioisci, tu che hai mantenuto la tua fede con coraggio in mezzo a persecuzioni ingiuste.
Gioisci, tu che ti sei occupato del tuo gregge e hai incontrato la morte seduto, da ierarca.
Gioisci, tu che sei ritornato dal cielo per essere sepolto in mezzo al tuo gregge.
Gioisci, tu che operi miracoli per coloro che giungono al tuo sepolcro con fede e amore.
Gioisci, o santo ierarca Giovanni, taumaturgo degli ultimi tempi.

Contacio 9
Tutte le creature angeliche si sono rallegrate per l’ascesa della tua anima nella dimora celeste, meravigliandosi dei prodigi che hai compiuto sulla terra attraverso l'opera dello Spirito Santo, al quale cantiamo: Alleluia.

Ico 9
I loquaci oratori trovano impossibile descrivere l’asprezza della tua santa, o giusto Giovanni, dimora santificata del Dio ineffabile. Quale mirabile apparizione divina nel nostro secolo incredulo! Per questo, incapaci di tacere, a gran voce ti magnifichiamo:
Gioisci, palazzo dei divini consigli.
Gioisci, dimora piccola e umile, che contiene la bellezza delle dimore angeliche.
Gioisci, scala per la quale saliamo facilmente ai cieli.
Gioisci, rifugio in cui ogni malattia ottiene pronta guarigione.
Gioisci, santuario nascosto di eroismo di preghiera.
Gioisci, tempio illuminato dallo Spirito Santo.
Gioisci, o santo ierarca Giovanni, taumaturgo degli ultimi tempi.

Contacio 10
Volendo salvare il mondo, il Salvatore di tutti ha mandato un nuovo santo in mezzo a noi e attraverso di lui ci ha chiamati fuori dai recessi oscuri del peccato. Udendo quest’appello al pentimento, noi poveri di virtù, esclamiamo a Dio: Alleluia.

Ico 10
Tu sei una muraglia per tutti coloro che accorrono alla tua intercessione celeste, o padre Giovanni, per questo, custodisci dagli attacchi delle passioni demoniache, dalle afflizioni e dalle necessità noi che ti cantiamo con fede:
Gioisci, vista ridonata ai ciechi.
Gioisci, forza e vita per coloro che sono sul letto di morte.
Gioisci, tu che ci custodisci dalla confusione e dai confitti.
Gioisci, acqua rinfrescante a quelli che soffrono nel fuoco del dolore.
Gioisci, amorevole padre di coloro che sono soli e abbandonati.
Gioisci, santo maestro di coloro che cercano la verità.
Gioisci, o santo ierarca Giovanni, taumaturgo degli ultimi tempi.

Contacio 11
La tua vita, o beatissimo Giovanni, è stata un inno alla santissima Trinità, superando gli altri nel pensiero, nelle parole e nelle buone azioni. Infatti, con molta saggezza tu hai spiegato i precetti della vera fede, che ci inducono a cantare con fede, speranza e amore all'unico Dio nella Trinità: Alleluia.



Ico 11
Noi ti vediamo come lampada radiante dell'Ortodossia nelle tenebre dell'ignoranza, o pastore scelto del gregge di Cristo, per questo motivo anche dopo la tua dormizione insegni la verità agli ignoranti e illumini le anime dei fedeli che ti offrono questo canto:
Gioisci, fulgore della sapienza divina per coloro che sono nell’ignoranza.
Gioisci, arcobaleno di gioia tranquilla per i miti.
Gioisci, tuono che atterrisci i peccatori ostinati.
Gioisci, fulmine che colpisci le eresie.
Gioisci, colonna dei dogmi dell’Ortodossia.
Gioisci, pioggia di pensieri teologici.
Gioisci, o santo ierarca Giovanni, taumaturgo degli ultimi tempi.

 Contacio 12
Hai riversato sui di noi con abbondanza la grazia che ti è stata data da Dio. Noi tutti la riceviamo con riverenza, accostandoci alla tua miracolosa mediazione; o padre Giovanni degno di ogni lode, glorificando i tuoi miracoli, cantiamo a Dio: Alleluia.

Ico 12
Offrendo canti di lode a Dio, il coro celeste si rallegra che egli non ha abbandonato il mondo caduto e incredulo, ma ha manifestato la sua onnipotenza in te, il suo mite e umile servitore. O beato Giovanni, con tutti i santi ci inchiniamo a te e ti onoriamo così:
Gioisci, nuova stella di giustizia che brilla in cielo, nel suo firmamento.
Gioisci, nuovo profeta che Dio ci ha inviato prima dello scatenarsi degli ultimi mali.
Gioisci, nuovo Giona che hai avvertito tutti sui rischi del peccato.
Gioisci, nuovo Battista che hai esortato tutti alla preghiera e alla penitenza.
Gioisci, nuovo Paolo che hai patito le sofferenze della predica del Vangelo,
Gioisci, nuovo apostolo, predicatore della luminosa fede.
Gioisci, o santo ierarca Giovanni, taumaturgo degli ultimi tempi.


Contacio 13
O luminosissimo e mirabilissimo santo di Dio, padre e ierarca nostro Giovanni, consolatore di tutti coloro che soffrono, accetta ora l’offerta della nostra preghiera a intercedi presso il Signore affinché possiamo essere risparmiati dalla Geenna per la la tua intercessione gradita a Dio, poiché tu stesso dopo la morte hai detto “Dite ai fedeli, che anche se morto, sono vivo”: Alleluia.

(Questo Contacio si recita 3 volte, quindi seguono di nuovo l’Ico 1 e il Contacio 1)


Preghiera
O santo ierarca Giovanni, buon pastore che hai visto misteriosamente nelle anime degli uomini! Ora preghi davanti al trono divino, come tu stesso hai detto: "Anche se morto, sono vivo". Chiedi al Dio Misericordioso di concederci il perdono dei peccati, perché possiamo riconquistare la nostra forza spirituale, sbarazzarci dell’amarezza di questo mondo e gridare al Signore di darci umiltà e ispirazione spirituale, un pensiero divino e uno spirito devoto in tutte le nostre vie. Tu che sei stato un misericordioso protettore degli orfani e una provata guida sulla terra, sii ora guida anche per noi, come un nuovo Mosè, e nelle discordie religiose donaci il consiglio onnicomprensivo di Cristo. Ascolta il lamento dei giovani sconcertati e presi dalle insidie del maligno; scuoti la coltre dell’ignavia che ha coperto i pastori, indeboliti dagli attacchi di questo mondo e che giacciono inchiodati da uno spirito di vana sonnolenza. Ti preghiamo con lacrime ti piacciono, o faro di preghiera ardente, vieni da noi immersi nelle tenebre delle passioni, e che aspettiamo la tua guida paterna. Illuminaci con la luce senza tramonto di dove si trovi ora, e  prega per i tuoi figli sparsi su tutta la terra, orientando il loro debole amore verso la luce, dove dimora Cristo, nostro Dio a cui è dovuto l'onore e il regno, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.


(in francese , in romeno e in inglese ) ACATHISTE - Au bien-aimé de Dieu thaumaturge et saint de notre temps, le bienheureux et toujours présent archevêque Jean de Shangaï, de Bruxelles et de San Francisco. Canonisé en 1994 à San Francisco par l'Église Russe hors frontières, et fêté le 19 juin / 2 juillet




http://web.archive.org/web/20080414041235/http://www.saintjohnwonderworker.org/icon.htm


Il testo in francese  sta in

https://stmaterne.blogspot.com/search?q=Jean+de+Shangai


ne riporto la preghiera finale

PRIÈRE A NOTRE SAINT PÈRE THÉOPHORE ET THAUMATURGE JEAN DE SHANGHAI, DE BRUXELLES ET DE SAN FRANCISCO

O bien-aimé hiérarque Jean, tandis que tu vivais parmi nous, tu vis en vérité le futur comme s'il s'agissait du présent, les choses éloignées étaient proches pour toi et les coeurs et les esprits étaient comme les tiens propres. Nous savons qu'en cela tu étais illuminé par Dieu avec Qui tu fus toujours en communion mystique de prière et en Qui tu demeures éternellement à présent. Comme tu pouvais entendre les suppliques mentales de ton troupeau dispersé au loin avant même qu'il ne puisse te parler, ainsi, écoute maintenant nos prières, et portes-les auprès du Seigneur. Tu as été transféré à la vie sans fin, dans l'autre monde et pourtant tu n'es pas loin de nous en vérité, car le ciel nous est plus proche que nos propres âmes. Montre envers nous qui sommes effrayés et seuls, la même compassion que tu montras un jour aux orphelins tremblants. Donne-nous à nous qui sommes tombés dans le péché, la confusion et le désespoir, le même enseignement strict mais affectueux que tu donnas jadis à ton troupeau élu. En toi nous voyons la ressemblance vivante de notre Créateur, l'esprit vivant de l'Evangile et le fondement de notre foi. Dans la vie pure que tu menas à notre époque pécheresse, nous voyons un modèle de vertu, une source d'enseignement et d'inspiration. Considérant la grâce qui te fus   accordée, nous savons que Dieu n'a pas abandonné Son peuple. C'est plutôt nous qui nous sommes séparés de Lui et nous devons retrouver la ressemblance de la Divinité comme tu le fis toi-même. Par ton intercession, ô bienheureux, accorde-nous d'accroître notre effort pour cheminer vers la céleste patrie, établissant nos penchants vers les choses d'En-Haut, oeuvrant dans la prière et la rectitude, combattant enfin les attaques de notre nature déchue. Invoque pour nous la miséricorde de Dieu, afin que nous nous joignions à toi un jour dans Son royaume. Car notre plus profond désir est de vivre à jamais avec Lui, avec le Père et le Fils et le Saint Esprit, maintenant et toujours et dans les siècles des siècles. Amen


in lingua romena
https://doxologia.ro/ceaslov/acatiste/acatistul-sfantului-ioan-maximovici


Rugăciune către Sfântul Ierarh Ioan Făcătorul de minuni al vremurilor din urmă

O, Sfinte Ierarh Ioane, părintele nostru, bunule păstor şi tainicule văzător al sufletelor omeneşti! Acum te rogi înaintea Prestolului dumnezeiesc, precum singur ai zis: “Deşi am murit, sunt viu”. Roagă pe Dumnezeu Cel Atotmilostiv să ne dăruiască iertare de păcate ca să ne recăpătăm puterea duhovnicească, să scăpăm de amărăciunea acestei lumi şi să strigăm către Domnul ca să ne dea smerenie şi inspiraţie duhovnicească, cuget dumnezeiesc şi duh evlavios în toate căile noastre. Tu care ai fost ocrotitor milostiv al orfanilor şi îndrumător încercat pe pământ, fii acum călăuză şi pentru noi, ca un nou Moise, iar în discordiile bisericeşti povaţă atotcuprinzătoare a lui Hristos. Ascultă plângerea tinerilor descumpăniţi şi de îndrăcire cuprinşi; scutură lâncezeala plictiselii abătută asupra păstorilor, slăbiţi de atacurile lumii acesteia şi care zac ţintuiţi de duhul toropelii zadarnice. Cu lacrimi te rugăm pe tine, o, închinătorule înflăcarat, vino şi la noi, cei care în negura patimilor suntem afundaţi, aşteptând îndrumările tale părinteşti. Luminează-ne cu lumina neînserată unde te afli tu acum, rugându-te pentru fiii tăi împrăştiaţi pe toată suprafaţa pământului, dar îndreptaţi cu iubirea lor plăpândă către lumină, acolo unde sălăşluieşte Hristos, Dumnezeul nostru, Căruia I se cuvine cinstea şi Împărăţia, acum şi pururea şi în vecii vecilor


testo in inglese

https://www.christthesavioroca.org/stjohnmaximovitch


Prayer to Holy Hierarch John, Wonderworker of Shanghai and San Francisco



O beloved Hierarch John, while living amongst us thou didst see the future as if present, distant things as if near, the hearts and minds of men as if they were thine own. We know that in this thou wast illumined by God, with Whom thou wast ever in the mystical communion of prayer, and with Whom thou now abidest eternally. As thou once didst hear the mental petitions of thy far-scattered flock even before they could speak to thee, so now hear our prayers and bring them before the Lord. Thou hast gone over unto the life unaging, unto the other world, yet thou art in truth not far from us, for heaven is closer to us than our own souls. Show us who feel frightened and alone the same compassion that thou didst once show to the trembling fatherless ones. Give to us who have fallen into sin, confusion and despair the same stern yet loving instruction that thou didst once give to thy chosen flock. In thee we see the living likeness of our Maker, the living spirit of the Gospel and the foundation of our Faith. In the pure life that thou hast led during our sinful times, we see a model of virtue, a source of instruction and inspiration. Beholding the grace bestowed upon thee, we know that God hath not abandoned His people. It is rather we that have fallen from Him, and so must regain the likeness of Divinity as thou hast done. Through thine intercession, O blessed one, grant that we may increase our striving toward our heavenly homeland, setting our affections on things above, laboring in prayer and virtue, waging war against the attacks of our fallen nature. Invoke the mercy of God, that we may one day join thee in His Kingdom. For our deepest wish is to live forever with Him, with the Father, and the Son and the Holy Spirit, now and ever and to the ages of ages. Amen.


TROPAIRE DE SAINT JEAN MAXIMOVITCH DE SHANGAI, BRUXELLES ET SAN FRANCISCO, Ton 5


Comme un soleil spirituel dans le ciel du firmament, tu as éclairé le monde entier et tu as illuminé les âmes des hommes. C'est pourquoi ton nom est glorifié à l'Orient et à l'Occident, car tu brilles de la grâce du Soleil de Justice, ô Jean notre pasteur bien-aimé. Aussi ne cesse pas de supplier le Christ afin qu'il ait pitié de nos âmes.

KONDAKION, ton 8

A toi, le pasteur et le protecteur d'une immense multitude d'orphelins sans abri, de veuves, de pauvres et d'affligés, nous offrons des hymnes d'amour et de reconnaissance. Mais comme un hiérarque empli de la grâce et du zèle de la piété, tu nous sauves des ennemis de la Vérité Apostolique, car nous nous écrions vers toi :
Réjouis-toi, ô Jean grand thaumaturge.



E il sito francese già citato  alla fine della pubblicazione  colloca anche

PRIÈRE
"O Seigneur Jésus-Christ, Qui a appelé le simple et l'humble à porter la lumière de l'Évangile au monde; et dans ces jours qui sont les derniers, a suscité Ton saint serviteur saint Jean (Maximovitch) pour encourager et bénir la mission et le ministère de l'Orthodoxie en Occident, répand Ta sagesse et Ta grâce sur ceux qui cherchent à répandre la Parole de Ta Vérité en apportant une vision plus large de la Foi et de la mission Orthodoxe; que l'Occident puisse se relever de son apostasie et de ses profondes divisions, et que ses anciens rites soient restaurés dans leur plénitude pour Ta sainte Église Orthodoxe. Ouvre les esprits et les coeurs de tous les peuples et hiérarques Orthodoxes, afin que les efforts de saint Jean puissent porter du fruit et que Ton Église puisse être une. Voici la demande que nous T'adressons, Seigneur Jésus-Christ, Qui vit et règne avec le Père et le Saint-Esprit, Dieu Un, pour les siècles des siècles. Amen."

mercoledì 29 gennaio 2020

30 Gennaio Memoria del nostro Padre tra i Santi Ippolito Vescovo di Roma




Troparion — Tone 4


Your holy martyrs, O Lord, / through their sufferings have received incorruptible crowns from You, our God. / For having Your strength, they laid low their adversaries, / and shattered the powerless boldness of demons. / Through their intercessions, save our souls!


Letture bibliche per la Divina Liturgia

Ap. Evrei 13, 7-16


Ev. Matei 5, 14-19


Letture bibliche per la "feria" del 30 Gennaio

Ap. Iacov 4, 7-17; 5, 1-9


Ev. Marcu 11, 22-26

giovedì 19 dicembre 2019

Un sommesso dono fraterno ai cristiani di tradizione occidentale per il comune periodo di Avvento verso la Santa Bella e Buona Nascita di Cristo Dio


Risultati immagini per foto ed immagini di ERO CRAS


http://www.familiachristi.org/novena-tradizionale-natale-antifone-inni/

Nei nove giorni che precedono la Solennità del Natale del Signore Gesù Cristo, si recita la Novena Natalizia tradizionale in latino che, a differenza delle altre novene, ha una struttura tutta sua 

Dopo un consueto inno di apertura a scelta, durante il quale ha luogo la solenne processione d’ingresso dei ministri, ha inizio il canto delle 9 profezie sulla venuta del Salvatore, ciascuna introdotta dal celebre invitatorio:
Regem venturu Dominum venite adoremus
Il Re Signore sta per venire, venite adoriamo

A seguire i testi in latino delle Profezie con relative traduzioni:

1) Jucundare filia Sion et exulta satis, filia Jerusalem: ecce Dominus veniet, et erit in die illa lux magna, et stillabunt montes dulcedimen, et colles fluent lac et mel, quia veniet Propheta magnus, et ipse renovabit Jerusalem
Rallegrati, figlia di Sion, esulta figlia di Gerusalemme: ecco il Signore verrà, ed in quel giorno ci sarà gran luce, e i monti stilleranno dolcezza, e dai colli scorrerà latte e miele, perché verrà un gran profeta che rinnoverà Gerusalemme
2) Ecce veniet Deus, et homo de domo David sedere in throno, et videbitis, et gaudebit cor vestrum
Ecco dalla casa di Davide verrà il Dio Uomo a sedersi sul trono, vedrete, e godrà il vostro cuore
3) Ecce veniet Dominus protector noster, Santctus Israel, coronam regni habens in capite suo, et dominabitur a mari usque ad mare, et a flumine usque ad terminos orbis terrarum
Ecco viene il Signore nostro protettore, il Santo di Israele, portando in capo la corona regale, e dominerà da un mare all’altro, e dal fiume fino agli estremi confini della Terra.
4) Ecce apparebit Dominus, et non mentietur: si moram fecerit expecta eum, quia veniet et non tardabit
Ecco apparirà il Signore e non mancherà di parola: se indugerà attendilo, perché verrà e non indugerà.
5) Descendet Dominus sicut pluvia in vellus: orietur in diebus ejus justitia, et abundatia pacis, et adorabunt eum omnes reges terrae, omnes gentes servient ei
Il Signore discenderà come la pioggia sul vello: in quei giorni spunterà la giustizia e l’abbondanza della pace: tutti i re della terra lo adoreranno e i popoli lo serviranno.
6) Nascetur nobis parvulus, et vocabitur Deus fortis: ipse sedebit super thronum David patris sui, et imperabit, cujus potestas super humerum ejus
Nascerà per noi un bambino, e sarà chiamato Dio forte: egli siederà sul trono di Davide suo padre la cui potesta è sulle sue spalle e dominerà.
7) Bethlehem, civitas Dei summi, exte exiet Dominator Israel, et egressus ejus sicut a principio dierum aeternitatis, et magnificabitur in medio universae terrae, et pax erit in terra nostra dum venerit
Betlemme, città del sommo Dio, da te nascerà il dominatore di Israele, la sua nascita risale al principio dei giorni dell’eternità, e sarà glorificato in mezzo a tutta la terra, e quando egli sarà venuto, vi sarà la pace sulla nostra terra.
Le profezie seguenti si recitano solo per la vigilia di Natale:
8) Crastina die delebitur iniquitas terrae, et regnabit super nos Salvatore mundi
Domani sarà cancellata la colpa dalla Terra e regnerà su di noi il Salvatore del mondo
9) Prope est jam Dominus. Venite adoremus
Il Signore è vicino venite adoriamo


Segue il cosiddetto polisalmo, una sorta di compendio delle più trepidanti invocazioni scritturistiche riguardanti la venuta del Salvatore.
Laetentur coeli et exultet terra, jubilate montes laudem
Eumapant montes jucunditatem, et colles justitiam
Quia Dominus noster veniet, et pauperum suorum miserebitur
Rorate coeli desuper et nubes pluant justum, aperiatur terra et germinet salvatorem,
Memento nostri Domine, et visita nos in salutari tuo
Ostende nobis Domine misericordiam tuam, et salutare tuum da nobis
Emitte agnum Domine dominatore terrae, de petra deserti ad montem filiae Sion
Veni ad liberandum nos Domine Deus virtutum, ostende faciem tuam et salvierimus
Veni Domine visitare nos in pace, ut laetemur coram te corde perfecto
Ut cognoscamus Domine in terram viam tuam, in omnibus gentibus salutare tuum
Excita Domine potentiam tuam et veni, ut salvos facias nos
Veni Domine et noli tardare, relaxa facinora plebi tuae
Utinam dirumperes coelos et descenderes, a facie tua montes defluerent
Veni et ostende nobis faciem tuam Domine, qui sedes super cherubim
Gloria Patri et Filio, et Spiritui Sancto
Sicut erat in principio et nunc et semper, et in saecula saeculorum. Amen
Gioscano i Cieli ed esulti la terra, cantate o monti una lode
Prorompano giocondità i monti ed i colli la giustizia
Perché verrà il Nostro Signore e avrà misericordia dei suoi poveri
Stillate o celi dall’alto e le nubi piovano il giusto, si apra la terra e germogli il Salvatore
Ricordati di noi Signore e visitaci con la tua salvezza
Dimostraci Signore la tua misericordia e donaci la tua redenzione
Manda o Signore l’Agnello dominatore della terra, dalla pietra del deserto al monte della figlia di Sion
Vieni a liberarci o Signore Dio delle virtù, mostraci il tuo volto e noi saremo salvi
Vieni o Signore a visitarci nella pace, affinché ci rallegriamo al tuo cospetto con cuore sincero
Affinché si conosca Signore sulla terra la tua via, fra tutte le genti la tua salvezza
Ridesta Signore la tua potenza e vieni, affinché siamo resi salvi
Vieni Signore e non tardare, perdona i delitti del tuo popolo
Potessi squarciare i celi e discendere, davanti a te i monti si scioglierebbero
Vieni e mostraci il tuo volto Signore, tue che siedi al di sopra dei cherubini
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo
Come era nel principio ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen


Al termine del Polisalmo, il celebrante accompagnato dai due candelieri, canta in tono di capitolo la lettura breve:

Præcúrsor pro nobis ingréditur Agnus sine Mácula, secúndum órdinem Melchísedech, Póntifex factus in ætérnum, et in seculum seculi. Ipse est Rex justítiæ cujus generátio non habet finem.
Avanza per noi il Precursore, l’Agnello senza macchia, secondo l’ordine di Melchisedech, fatto Pontefice in eterno e nei secoli dei secoli. Egli è il Re della giustizia e la sua generazione non ha fine. Rendiamo grazie a Dio.

E’ la volta quindi dell’inno “En clara vox redarguit” di cui qui sotto riportiamo il testo:


En clara vox redarguit, Obscura quaeque personans:
Procul fugentus somnia, Ad alto Jesus promicat.
En Agnus ad nos mittitur Laxare gratis debitum:
Omnes simul cum lacrymis precèmur indulgentiam.
Beatus auctor saeculi Servile corpus induit:
Ut carne carnem liberans ne perderet quos condidit.
Castae Parentis viscera Coelestis intrat gratia:
Venter puellae bajulat Secreta, quae non noverat.
Domus pudici pectoris Templum repente fit Dei,
Intacta nesciens virum, Concepit alvo filium.
Deo Patri sit Gloria Eiusque soli Filio,
Cum spiritu Paraclito, in saeculorum saecula. Amen
Echeggia una chiara voce facendo risuonare anche le cose oscure:
fuggano lontano i sonni, dall’alto splende Gesù.
Ecco l’Agnello viene mandato a noi per cancellare gratuitamente i nostri debiti:
con le lacrime agli occhi, tutti insieme imploriamo il suo perdono.
L’autore del mondo ha vestito il corpo del servo:
affinché liberando la carne nostra, per mezzo della sua,
non perdesse quelli che aveva creato.
Nel seno della casta Madre entra la grazia celeste:
il ventre della fanciulla porta segreti che non conosceva.
L’abitazione del petto pudico improvvisamente diviene tempio di Dio;
immacolata non conoscendo uomo, concepisce nel seno il Figlio.
Sia gloria a Dio Padre ed al suo Unigenito Figlio,
con lo Spirito Consolatore, nei secoli dei secoli. Così sia.

Ecco che giungiamo al Magnificat preceduto e seguito dal canto dell’antifona. Durante il canto del Magnificat i ministri si recano all’altare e, fatte le dovute riverenze, lo incensano. Quindi vengono incensati gli stessi ministri ed i fedeli.

Considerando i nove giorni per i quali si protrae la preghiera, troviamo nove antifone diverse tra loro di cui la prima e l’ultima rispettivamente cantate in modo IV e in modo VIII fanno da cornice al cantico evangelico mariano (il Magnificat appunto) anch’esso cantato nei due rispettivi modi.

Magnificat

Magníficat *
ánima mea Dóminum,
et exsultávit spíritus meus *
in Deo salvatóre meo,
quia respéxit humilitátem ancíllæ suæ. *
Ecce enim ex hoc beátam me dicent
omnes generatiónes,
quia fecit mihi magna, qui potens est, *
et sanctum nomen eius,
et misericórdia eius in progénies et progénies *
timéntibus eum.
Fecit poténtiam in bráchio suo, *
dispérsit supérbos mente cordis sui;
depósuit poténtes de sede *
et exaltávit húmiles;
esuriéntes implévit bonis *
et dívites dimísit inánes.
Suscépit Israel púerum suum, *
recordátus misericórdiæ,
sicut locútus est ad patres nostros, *
Abraham et sémini eius in sæcula.
Glória Patri, et Fílio *
et Spirítui Sancto.
Sicut erat in princípio, et nunc et semper, *
et in sǽcula sæculórum.
Croce Amen.

sabato 30 novembre 2019

Typikòn della Divina Liturgia di Domenica 1 Dicembre 2019








Secondo il Tipikòn del Patriarcato di Romania   Domenica XVI dopo Pentecoste 

Lettura del testo Apostolico 

2Corinzi 6,1-10

Fedeltà e dedizione di Paolo al suo servizio

1 Come collaboratori di Dio, vi esortiamo a non ricevere la grazia di Dio invano; 2 poiché egli dice:
«Ti ho esaudito nel tempo favorevole,
e ti ho soccorso nel giorno della salvezza
».
Eccolo ora il tempo favorevole; eccolo ora il giorno della salvezza! 3 Noi non diamo nessun motivo di scandalo affinché il nostro servizio non sia biasimato; 4 ma in ogni cosa raccomandiamo noi stessi come servitori di Dio, con grande costanza nelle afflizioni, nelle necessità, nelle angustie, 5 nelle percosse, nelle prigionie, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni; 6 con purezza, con conoscenza, con pazienza, con bontà, con lo Spirito Santo, con amore sincero; 7 con un parlare veritiero, con la potenza di Dio; con le armi della giustizia a destra e a sinistra; 8 nella gloria e nell'umiliazione, nella buona e nella cattiva fama; considerati come impostori, eppure veritieri; 9 come sconosciuti, eppure ben conosciuti; come moribondi, eppure eccoci viventi; come puniti, eppure non messi a morte; 10 come afflitti, eppure sempre allegri; come poveri, eppure arricchendo molti; come non avendo nulla, eppure possedendo ogni cosa!


Lettura della pericope del Vangelo



Matteo 25,14-30

Parabola dei talenti

14 «Poiché avverrà come a un uomo il quale, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e affidò loro i suoi beni. 15 A uno diede cinque talenti, a un altro due e a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità; e partì. 16 Subito, colui che aveva ricevuto i cinque talenti andò a farli fruttare, e ne guadagnò altri cinque. 17 Allo stesso modo, quello dei due talenti ne guadagnò altri due. 18 Ma colui che ne aveva ricevuto uno, andò a fare una buca in terra e vi nascose il denaro del suo padrone. 19 Dopo molto tempo, il padrone di quei servi ritornò a fare i conti con loro. 20 Colui che aveva ricevuto i cinque talenti venne e presentò altri cinque talenti, dicendo: "Signore, tu mi affidasti cinque talenti: ecco, ne ho guadagnati altri cinque". 21 Il suo padrone gli disse: "Va bene, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore". 22 Poi, si presentò anche quello dei due talenti e disse: "Signore, tu mi affidasti due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due". 23 Il suo padrone gli disse: "Va bene, servo buono e fedele, sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore". 24 Poi si avvicinò anche quello che aveva ricevuto un talento solo, e disse: "Signore, io sapevo che tu sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; 25 ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra; eccoti il tuo". 26 Il suo padrone gli rispose: "Servo malvagio e fannullone, tu sapevi che io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; 27 dovevi dunque portare il mio denaro dai banchieri; al mio ritorno avrei ritirato il mio con l'interesse. 28 Toglietegli dunque il talento e datelo a colui che ha i dieci talenti. 29 Poiché a chiunque ha, sarà dato ed egli sovrabbonderà; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. 30 E quel servo inutile, gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti".


Secondo il typikòn del Patriarcato di Costantinopoli 


Apostolo- Domenica della XXIV settimana (Ef 2, 14-22)

 Fratelli, Cristo è la nostra pace, lui che di due popoli fece una sola unità abbattendo il muro divisorio, annullando nella sua carne l’inimicizia - la legge dei dogmatici precetti – per creare in se stesso, dei due popoli, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare con Dio entrambi - in un solo corpo - mediante la croce, dopo aver ucciso in se stesso l’inimicizia. E venne per evangelizzare la pace a voi, i lontani, e pace ai vicini, perché, per suo mezzo, entrambi abbiamo libero accesso al Padre in un solo Spirito. Così dunque non siete più stranieri né ospiti, ma concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui ogni edificio cresce in armoniosa disposizione come tempio santo nel Signore; in lui anche voi siete incorporati nella costruzione come dimora di Dio nello Spirito


Vangelo della XIV settimana di Luca (Lc 18, 35-43) 

In quel tempo avvenne che, mentre Gesù si avvicinava a Gerico, c'era un cieco seduto a mendicare lungo la strada. Sentendo passare la folla, chiedeva cosa fosse. Gli dissero: "Passa Gesù il Nazareno!" Egli gridò e disse: "Gesù, figlio di David, abbi pietà di me!" Quelli che andavano avanti, lo sgridavano per farlo tacere ma egli molto più gridava: "Figlio di David, abbi pietà di me!" Gesù si fermò e comandò che gli fosse portato. Quando quello fu vicino, gli chiese: "Cosa vuoi che ti faccia?" Egli allora disse: "Signore, che torni a vedere!" Gesù gli disse: "Torna a vedere! La tua fede ti ha salvato". E subito tornò a vedere e lo seguiva glorificando Dio. E tutta la folla che aveva visto, diede lode a Dio.










venerdì 11 ottobre 2019

12/10 Hymn on the Life of St. Patrick di FIACE (FIECH, FIEQUE, FIEC, FIAC, FIAG), évêque de Slane en Lagénie (aujourd'hui le comté de Leinster en Irlande), disciple de saint Patrick (après 430)


FIACC: Hymn on the Life of St. Patrick

[O'Curry MS, Catholic University].

Anonymous translation from The Ecclesiastical Record, March 1868.
Original language: Old Irish.



EDITOR'S NOTE: The Hymn of Fiacc is one of the few accepted primary sources for the life of St. Patrick other than his own writings. Although its exact date of composition is disputed, there is no question that it is extremely ancient, a document of the Celtic Church before the Viking invasions. Tradition ascribes it to the fifth century bard Fiacc, who also figures as a character in some of the legends told about Patrick; modern scholars generally think it was composed later, in the seventh or possibly even the eighth century. -- N. Redington.
1.  Patrick was born at Emptur: 
    This it is that history relates to us.
    A child of sixteen years (was he) 
    When he was taken into bondage.

2.  Succat was his name, it is said; 
    Who was his father is thus told:
    He was son of Calpurn, son of Otidus, 
    Grandson of Deochain Odissus.
 
3.  He was six years in slavery; 
    Human food he ate it not.
    Cothraige he was called, 
    For as slave he served four families.
 
4.  Victor said to Milcho's slave: 
    "Go thou over the sea:"
    He placed his foot upon the *leac* (stone): 
    Its trace remains, it wears not away.
  
5.  He sent him across all the Alps; 
    Over the sea marvellous was his course,
    Until he stayed with Germanus in the south, 
    In southern Letha.
 
6.  In the islands of the Tyrrhene Sea he stayed; 
    Therein he meditated:
    He read the canon with Germanus: 
    It is this that history relates.
 
7.  To Ireland he was brought back 
    In visions by the angels of God:
    Often was he in vision 
    Solicited to return thither again.
 
8.  Salvation to Ireland 
    Was the coming of Patrick to Fochlaidh;
    Afar was heard the sound 
    Of the call of the youths of Caill-Fochladh.
 
9.  They prayed that the saint would come, 
    That he would return from Letha,
    To convert the people of Erin 
    From error to life.

10. The Tuatha of Erin were prophesying 
    That a new kingdom of faith would come,
    That it would last for evermore: 
    The land of Tara would be waste and silent.

11. The druids of Loegaire concealed not from him 
    The coming of Patrick;
    Their  prophecy was verified 
    As to the kingdom of which they spoke.

12. Patrick walked in piety till his death: 
    He was powerful in the extirpation of sin:
    He raised his hands in blessing 
    Upon the tribes of men.

13. Hymns, and the Apocalypse, and the thrice fifty (psalms) 
    He was wont to sing;
    He preached, baptized and prayed; 
    From the praise of God he ceased not.

14. The cold of the weather deterred him not 
    From passing the night in ponds:
    By heaven his kingdom was protected; 
    He preached by day on the hills.

15. In Slan, in the territory of Benna-Bairche, 
    Hunger or thirst possessed him not.
    Each night he sang a hundred psalms, 
    To adore the King of angels.

16  He slept on a bare stone, 
    And a wet sack-cloth around him;
    A bare rock was his pillow; 
    He allowed not his body to be in warmth.

17. He preached the Gospel to all; 
    He wrought great miracles in Letha;
    He healed the lame and the lepers; 
    The dead he restored to life.

18. Patrick preached to the Scoti: 
    He endured great toil in Letha:
    With him will come to judgment 
    Everyone whom he brought to the life of Faith.

19. The sons of Emer, the sons of Eremon, 
    All went to Cisal,
    To the abode of Satan --
    They were swallowed up in the deep abyss,

20. Until the apostle came to them:  
    He came despite the raging tempests:
    He preached, for three-score years, 
    The cross of Christ to the tribes of Feni.

21. On the land of Erin there was darkness; 
    The Tuatha adored the -sidhi-;
    They believed not 
    In the true Deity of the true Trinity.
 
22. In Armagh there is sovereignty; 
    It is long since Emain passed away;
    A great church is Dun-Lethglasse; 
    I wish not that Tara should be a desert.
 
23. Patrick, when he was in sickness, 
    Desired to go to Armagh:
    An angel went to meet him on the road 
    In the middle of the day.
 
24. Patrick came southwards towards Victor; 
    He it was that went to meet him;
    The bush in which Victor was, was in a blaze; 
    From the flame (the angel) spoke.
 
25. He said:  Thy dignity (shall be) at Armagh; 
    Return thanks to Christ;
    To heaven thou shalt come; 
    Thy prayer is granted thee.

26. The hymn which thou chosest in life 
    Shall be corselet of protection to all.
    Around thee on the Day of Judgment 
    The men of Erin will come for judgment.
 
27. Tassach remaineth after him (in Sabhall), 
    Having given the communion to him:
    He said that Patrick would return:  
    The word of Tassach was not false.
 
28. He (St. Patrick) put an end to night; 
    Light ceased not with him:
    To a years' end there was radiance; 
    It was a long day of peace.
 
29. At the battle fought around Beth-horon 
    Against the Canaanites by the son of Nun,
    The sun stood still at Gaboan; 
    This it is that the Scripture tells us.
 
30. The sun lasted with Josue unto the death of the wicked:
    This indeed was befitting;
    It was more befitting that there should be radiance 
    At the death of the saints.
 
31. The clergy of Erin went from every part 
    To watch around Patrick;
    The sound of harmony fell upon them, 
    So that they slept enchanted on the way.
 
32.  Patrick's body from his soul 
     Was severed after pains;
     The angels of God on the first night 
     Kept choir around it unceasingly.
 
33.  When Patrick departed (from life) 
     He went to visit the other Patrick;
     Together they ascended 
     To Jesus, Son of Mary.
 
34.  Patrick, without arrogance or pride, 
     Great was the good which he proposed to himself,
     To be in the service of Mary's Son; 
     Happy the hour in which Patrick was born.

The St. Pachomius Orthodox Library, St. Acacius the Obedient 1996.

Have mercy, O Lord, upon Thy servants, Elizabeth, David, and Mary. 

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               THE END, AND TO GOD BE THE GLORY!


OVVIAMENTE VA TRADOTTO 

giovedì 3 ottobre 2019

4/10 Le 4 octobre, mémoire de Saint HIÉROTHÉE, Evêque d'Athènes





Le 4 octobre, mémoire de Saint HIÉROTHÉE, Evêque d'Athènes
Saint Hiérothée était avec Denys l'Arèopagite l'un des neuf membres de l'Aréopage. Lorsque Saint Paul vint prêcher à Athènes, ils furent parmi les seuls qui se convertirent. Au départ de l'Apôtre, Hièrothée devint le premier Evêque d'Athènes et se chargea d'initier Denys aux Mystères que Dieu avait accordé à son intelligence céleste de contempler. Lui aussi fut emporté sur les nuées avec les Apôtres et les Hiérarques, pour assister aux funérailles de la Mère de Dieu. Il entonna alors les hymnes divines avec une telle ferveur, tout entier sorti de lui-même et plongé dans la contemplation, qu'il apparut à tous comme divinement inspiré. Comme il a déjà été dit à propos de Saint Denys, Saint Hiérothée ne livra pas par écrit les fruits de ses contemplations, ou du moins ceux-ci ne nous ont-ils été transmis que sous forme de fragments parmi les oeuvres de son disciple. Après avoir réjoui le Seigneur par sa vie et ses enseignements, il s'endormit dans la paix, laissant Denys comme successeur


 

Troparion — Tone 1

We the faithful all praise Hierótheus, the disciple of Paul, / Hierarch of Athens, / the world’s teacher and a preacher of the Faith, / who revealed to us Christ’s Mysteries / and poured forth streams of godly doctrine. / His life was well-pleasing to God, who is greatly merciful.