sabato 25 aprile 2020

25 Aprile Tropari ed inni in varie lingue per San Marco Evangelista



Glasul 3

Învăţat fiind de Apostolul Petru, te-ai făcut Apostol al lui Hristos şi ca un soare ai strălucit marginilor, podoaba alexandri­nilor ai fost, fericite, căci prin tine Egiptul s-a eliberat de înşelăciune şi ca un stâlp al Bisericii, prin învăţătura ta cea Evanghelică pe toţi ai luminat. Pentru aceasta luminat cinstind, pomenirea ta prăznuim, de Dumnezeu grăitorule Sfinte Apostole Marcu; roagă pe Dumnezeu Cel Înduple­cat prin tine, să dăruiască iertare de greşeli sufletelor noastre.

Apolytìkion. Tono 3.


Santo apostolo ed evangelista Marco,
prega il Dio misericordioso di
concedere alle anime nostre la
remissione delle colpe

Ἀπολυτίκιον Ἦχος γ'

Ἀπόστολε Ἅγιε, καὶ Εὐαγγελιστὰ Μᾶρκε,
πρέσβευε τῷ ἐλεήμονι Θεῷ, ἵνα πταισμάτων
ἄφεσιν παράσχῃ ταῖς ψυχαῖς ἡμῶν.

Troparion — Tone 4
From your childhood the light of truth enlightened you, O Mark, / and you loved the labor of Christ the Savior. / Therefore, you followed Peter with zeal / and served Paul well as a fellow laborer, / and you enlighten the world with your holy Gospel.


Kontàkion. Tono 2.


ricevuta dall’alto la grazia dello
Spirito, sciogliesti i sofismi intricati
dei rètori, o apostolo e prese nella
rete tutte le genti, o Marco celebrato, le
hai condotte al tuo Sovrano, con
l’annunzio del divino Vangelo.


Glasul 4


Harul Duhului primind dintru înălţime, împletirile ritorilor le-ai stricat, Apostole şi pe toţi păgânii vânându-i, vrednicule de laudă, Sfinte Apostole Marcu, Stăpânului tău i-ai adus, propovăduind Dumnezeiasca Evanghelie.

Kontakion — Tone 2
When you received the grace of the Spirit from on high, O Apostle, / you broke the snares of the philosophers and gathered all nations into your net, / bringing them to your Lord, O glorious Mark, / by the preaching of the divine Gospel.





Κοντάκιον Ἦχος β'

Ἐξ ὕψους λαβών, τὴν χάριν τὴν τοῦ
Πνεύματος, ῥητόρων πλοκάς, διέλυσας
Ἀπόστολε, καὶ τὰ ἔθνη ἅπαντα, σαγηνεύσας,
Μᾶρκε ἀοίδιμε, τῷ Δεσπότῃ προσήγαγες, τὸ
θεῖον κηρύξας Εὐαγγέλιον

Ikos.

Divenuto discepolo del corifeo degli
apostoli, con lui annunziasti Cristo Figlio
di Dio, confermando sulla roccia della
verità quanti barcollavano nell’errore. Su
di essa conferma anche me e guida i passi
della mia anima, affinché liberato dai lacci
del nemico, ti dia gloria senza
impedimento, perchè tu hai illuminato
tutti, o Marco sapiente, con l’annunzio del
divino Vangelo

Ὁ Οἶκος

Τοῦ Κορυφαίου τῶν Ἀποστόλων μαθητὴς
χρηματίσας, καὶ σὺν αὐτῷ τὸν Χριστὸν Υἱὸν
Θεοῦ κηρύξας, ἐπὶ τὴν πέτραν τῆς ἀληθείας
ἐστερέωσας τοὺς πλάνῃ σαλευομένους, ἐν ᾗ
κἀμὲ στερεώσας, ψυχῆς μου κατεύθυνον τὰ
διαβήματα, ὅπως τοῦ ἐχθροῦ τῶν παγίδων
λυτρούμενος ἀνεμποδίστως δοξάζω σε· σὺ
γὰρ πάντας ἐφώτισας, Μᾶρκε σοφέ, τὸ θεῖον
κηρύξας Εὐαγγέλιον


Tropaire de Saint Marc l'Evangéliste Ton 4


Dès ton enfance la lumière de la vérité t'illumina, O Marc,
Et tu aima le labeur du Christ Sauveur.
C'est pourquoi tu suivis Pierre avec zèle
Et servit Paul comme un bon collaborateur,
Et tu illumines le monde avec ton saint Évangile.


Kondakion de Saint Marc l'Evangéliste Ton 2

D'en haut ayant reçu la grâce de l'Esprit,
tu as rompu les mailles des philosophes,
illustre apôtre Marc, et tu as pris
toutes les nations dans tes filets
pour les mener à ton Maître en prêchant l'Évangile divin.

Tropaire de saint Marc l'évangéliste ton 3


Instruit par le sublime Pierre, tu devins un apôtre du Christ,
et tu brillas comme soleil sur le monde ahbité;
en toi Alexandrie eu son joyaux
et par toi l'Égypte fut délivrée d el'erreur,
puisque toute entière tu l'éciras de tes évangéliques enseignements
comme lumineuse colonne de l'Église.
C'est pourquoi, bienheureux, vénérant ta mémoire, apôtre Marc,
nous en célébrons la brillante festivité.
Prie Celui dont tu fus l'évangéliste, notre Dieu,
de nous accorder la grâce du Salut



HYMNE DE LOUANGE - LE SAINT APÔTRE ET ÉVANGÉLISTE MARC


L'Évangéliste Marc, vers l'Égypte s'enfuit
Comme une abeille vers le miel. Et l'Égypte connut
La douceur du miel du Christ, la douceur de la connaissance vivante.
Et le peuple commença à être épris du Christ :
Comment Lui, dans Sa divine plénitude, devint Incarné
Comment Lui, Il S'humilia pour le Salut de l'homme,
Et comment Il ressuscita avec gloire et puissance.
A travers les noires ténèbres, jusqu'à présent, nous marchions!
Les Égyptiens dirent :  "Et maintenant pour nous, le soleil brille,"
Réjouissons-nous O peuple en ce jour radieux!
Mais cette merveilleuse récolte, Marc l'abreuva de son sang,
Et à cause de cela, les idoles éclatèrent.
Et l'Égypte, la terre des pharaons, fut baptisée
Devint le champ de Dieu, l'Église Apostolique.


Apostol
Ap. I Petru 5, 6-14


Evanghelie
Ev. Luca 10, 16-21

mercoledì 15 aprile 2020

Grande e Santo MercolediVespro e Divina Liturgia dei Doni Presantificati -





Lettura del libro dell’Esodo (2, 11-23).

Esodo 2,11-23

11 In quei giorni, Mosè, già diventato adulto, andò a trovare i suoi fratelli; notò i lavori di cui erano gravati e vide un Egiziano che percoteva uno degli Ebrei suoi fratelli. 12 Egli volse lo sguardo di qua e di là e, visto che non c'era nessuno, uccise l'Egiziano e lo nascose nella sabbia. 13 Il giorno seguente uscì, vide due Ebrei che litigavano e disse a quello che aveva torto: «Perché percuoti il tuo compagno?» 14 Quello rispose: «Chi ti ha costituito principe e giudice sopra di noi? Vuoi forse uccidermi come uccidesti l'Egiziano?» Allora Mosè ebbe paura e disse: «Certo la cosa è nota». 15 Quando il faraone udì il fatto, cercò di uccidere Mosè, ma Mosè fuggì dalla presenza del faraone, e si fermò nel paese di Madian e si mise seduto presso un pozzo.
16 Il sacerdote di Madian aveva sette figlie. Esse andarono al pozzo ad attingere acqua per riempire gli abbeveratoi e abbeverare il gregge di loro padre. 17 Ma sopraggiunsero i pastori e le scacciarono. Allora Mosè si alzò, prese la loro difesa e abbeverò il loro gregge. 18 Quando esse giunsero da Reuel, loro padre, questi disse: «Come mai siete tornate così presto oggi?» 19 Esse risposero: «Un Egiziano ci ha liberate dalle mani dei pastori, per di più ci ha attinto l'acqua e ha abbeverato il gregge». 20 Egli disse alle figlie: «Dov'è? Perché avete lasciato là quell'uomo? Chiamatelo, ché venga a prendere del cibo». 21 Mosè accettò di abitare da quell'uomo. Egli diede a Mosè sua figlia Sefora. 22 Ella partorì un figlio che Mosè chiamò Ghersom; perché disse: «Abito in terra straniera».
23 Durante quel tempo, che fu lungo, il re d'Egitto morì. I figli d'Israele gemevano a causa della schiavitù e alzavano delle grida; e le grida che la schiavitù strappava loro salirono a Dio.


Giobbe 2,1-13
1 Quando un giorno i figli di Dio andarono a presentarsi al Signore, anche satana andò in mezzo a loro a presentarsi al Signore. 2 Il Signore disse a satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Da un giro sulla terra che ho percorsa». 3 Il Signore disse a satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, teme Dio ed è alieno dal male. Egli è ancor saldo nella sua integrità; tu mi hai spinto contro di lui, senza ragione, per rovinarlo». 4 Satana rispose al Signore: «Pelle per pelle; tutto quanto ha, l'uomo è pronto a darlo per la sua vita. 5 Ma stendi un poco la mano e toccalo nell'osso e nella carne e vedrai come ti benedirà in faccia!». 6 Il Signore disse a satana: «Eccolo nelle tue mani! Soltanto risparmia la sua vita».
7 Satana si allontanò dal Signore e colpì Giobbe con una piaga maligna, dalla pianta dei piedi alla cima del capo. 8 Giobbe prese un coccio per grattarsi e stava seduto in mezzo alla cenere. 9 Allora sua moglie disse: «Rimani ancor fermo nella tua integrità? Benedici Dio e muori!». 10 Ma egli le rispose: «Come parlerebbe una stolta tu hai parlato! Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremo accettare il male?».
In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra.
11 Nel frattempo tre amici di Giobbe erano venuti a sapere di tutte le disgrazie che si erano abbattute su di lui. Partirono, ciascuno dalla sua contrada, Elifaz il Temanita, Bildad il Suchita e Zofar il Naamatita, e si accordarono per andare a condolersi con lui e a consolarlo. 12 Alzarono gli occhi da lontano ma non lo riconobbero e, dando in grida, si misero a piangere. Ognuno si stracciò le vesti e si cosparse il capo di polvere. 13 Poi sedettero accanto a lui in terra, per sette giorni e sette notti, e nessuno gli rivolse una parola, perché vedevano che molto grande era il suo dolore



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Matteo 26,6-16

6 Mentre Gesù era a Betania, in casa di Simone il lebbroso, 7 venne a lui una donna che aveva un vaso di alabastro pieno d'olio profumato di gran valore e lo versò sul capo di lui che stava a tavola. 8 Veduto ciò, i discepoli si indignarono e dissero: «Perché questo spreco? 9 Quest'olio si sarebbe potuto vendere caro e dare il denaro ai poveri». 10 Ma Gesù se ne accorse e disse loro: «Perché date noia a questa donna? Ha fatto una buona azione verso di me. 11 Perché i poveri li avete sempre con voi, ma me non mi avete sempre. 12 Versando quest'olio sul mio corpo, lo ha fatto in vista della mia sepoltura. 13 In verità vi dico che in tutto il mondo, dovunque sarà predicato questo vangelo, anche ciò che ella ha fatto sarà raccontato in memoria di lei».
14 Allora uno dei dodici, che si chiamava Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti, 15 e disse loro: «Che cosa siete disposti a darmi, se io ve lo consegno?» Ed essi gli fissarono trenta sicli d'argento. 16 Da quell'ora cercava il momento opportuno per consegnarlo.

Kondakion, ton 4 
iù della prostituta ho peccato, o Buono, non ti ho offerto fiumi di lacrime, ma pregando in silenzio cado davanti a Te. Con amore abbraccio i tuoi purissimi piedi. Come Maestro dammi la remissione dei debiti. Quando grido a Te : liberami dalla sporcizia delle mie azioni!



Poema della monaca Cassiana
(IX sec.)

Cantato alla fine dell’Orthros (Mattutino) nel Mercoledì
della Grande e Santa Settimana

La donna caduta in molti peccati,
sente la tua divinità, o Signore,
e, assumendo l’ufficio di mirófora[2],
ti offre il myron con le lacrime
prima della tua sepoltura.

Ahimé, dice, per me è notte senza luce di luna,
furore tenebroso d’incontinenza,
amore di peccato!

Accetta i torrenti delle mie lacrime,
tu che attiri nelle nubi l’acqua del mare.
Piegati ai gemiti del mio cuore,
tu che hai piegato i cieli nel tuo ineffabile annientamento.

Bacerò i tuoi piedi immacolati,
li asciugherò con i riccioli del mio capo,
quei piedi, di cui Eva a sera percepì il suono
dei passi nel Paradiso
e per timore si nascose.

Chi investigherà la moltitudine dei miei peccati
E l’abisso dei tuoi giudizi,
o mio Salvatore, che salvi le anime?
Non disprezzare la tua serva,
tu che possiedi incommensurabile la misericordia!


 Il tropario dell'innografa Cassianì è uno dei testi per il mercoledì santo che viene cantato al mattutino e al vespro. Di bellezza e profondità uniche nel suo genere, è stato scritto da una monaca che visse a Costantinopoli nella prima metà del IX secolo. Canta l'unzione che la donna peccatrice riservò a Gesù prima della sua passione. La figura delle donne mirofore - portatrici di unguento (myron) - è nei vangeli, sia prima della passione di Cristo sia dopo la sua risurrezione. Il tropario non precisa l'identità della donna: una peccatrice, come viene presentata da Matteo e da Marco; oppure Maria sorella di Lazzaro, come viene presentata da Giovanni. Il testo è un canto alla misericordia, al perdono e all'amore eterno di Dio per l'uomo, pur peccatore.
La donna peccatrice percepisce la divinità di Cristo, il suo potere di guarire, la sua forza per perdonare e salvare. Il processo della sua conversione è presentato con l'immagine dell'assumere il ruolo di mirofora, che offrendo a Cristo l'unguento in previsione della sua sepoltura, come nel vangelo di Giovanni. E dopo la risurrezione sarà Cristo stesso a dare all'umanità redenta se stesso come unguento di salvezza.
"Ahimé, sono prigioniera di una notte senza luce di luna, furore tenebroso di incontinenza, amore di peccato! Accetta i torrenti delle mie lacrime, tu che attiri nelle nubi l'acqua del mare. Piègati ai gemiti del mio cuore, tu che hai piegato i cieli nel tuo ineffabile annientamento". La seconda parte del poema è la preghiera accorata della donna a Cristo. Il primo versetto non si riferisce soltanto all'oscurità dell'anima peccatrice, ma anche alla Pasqua celebrata nel giorno di luna piena. Essendo tutto il tropario indirizzato a Cristo, l'autrice usa immagini cristologicamente contrastanti per sottolineare sia la vera divinità di Cristo che la sua vera umanità, immagini che tra loro si completano. Sono da notare anche i due imperativi messi da Cassianì in bocca della donna: "accetta" e "piègati", forme verbali che danno l'idea della grande fiducia e libertà dell'uomo nei confronti di Dio.
"Bacerò i tuoi piedi immacolati, li asciugherò con i riccioli del mio capo, quei piedi di cui Eva a sera percepì il suono dei passi nel paradiso e per timore si nascose. Chi mai potrà scrutare la moltitudine dei miei peccati e l'abisso dei tuoi giudizi, o mio Salvatore, che salvi le anime?". La terza parte presenta l'atteggiamento della donna: il suo amore verso Cristo, che nel poema è chiaramente anche il Creatore che cammina nel paradiso e di cui Eva sente i passi. Il tema del Logos creatore è frequente nei Padri, ma nel testo è singolare la bellezza dell'immagine che accosta i piedi di Cristo baciati dalla donna ai piedi di cui Eva sente il suono nel paradiso. I peccati della donna sono moltitudine; ma i giudizi e le decisioni di Cristo nei suoi confronti sono un abisso di misericordia, evocata nella preghiera conclusiva: "Non disprezzare la tua serva, tu che possiedi incommensurabile la misericordia!".

(senza problema alcuno autore della riflessione il fratello greco cattolico  e  vescovo MANUEL NIN)









venerdì 10 aprile 2020

(con traduzione italiana)CORONAVIRUS PRIÈRE POUR LES MÉDECINS ET LE PERSONNEL SOIGNANT


dal sito della Paroisse Saint Athanase & Saint Amand- Paroisse de l'Eglise orthodoxe des Gaules à Lillois (Belgique) in francese su testo originale inglese Cathedral John The Baptist,Washington D.C., USA)-The Cathedral of St. John the Baptist in Washington, D.C. is a church of the Russian Orthodox Church Outside Russia.

http://www.paroisse-athanase-amand.be/2020/04/priere-pour-les-medecins-et-le-personnel-soignant.html


Seigneur Jésus-Christ notre Dieu, Ami de l’homme,
Médecin de nos âmes et de nos corps,
Qui supportas la douleur de nos infirmités,
et par les blessures duquel nous sommes guéris;
Qui donnas la vue à l'homme né aveugle;
Qui redressas la femme
qui était courbée depuis 18 ans;
Qui donnas la parole et la vue
au démoniaque muet;
Qui non seulement pardonnas au paralytique ses péchés,
mais le guéris pour qu'il puisse marcher;
Qui restauras la main desséchée d'un homme
en détresse;
Qui arrêtas l'écoulement du sang
de celle qui saigna pendant 12 ans;
Qui ressuscitas la fille de Jaïre;
Et ramenas à la vie Lazare, mort depuis quatre jours;
Et qui guéris toute infirmité sous le soleil :
Accorde maintenant, Seigneur,
Ta grâce à tous ceux qui sont ici réunis,
qui ont travaillé
et étudié heure après heure,
pour aller dans le monde entier
guérir les gens par le talent que Tu as donné à
chacun d'eux.
Fortifie-les, par Ta force,
pour qu'ils ne craignent aucun mal
ni aucune maladie.
Éclaire-les
pour qu'ils ne fassent aucun mal
par les oeuvres de leurs mains,
et préserve-les,
ainsi que ceux qu'ils servent, dans la paix,
car Tu es notre Dieu,
et nous n'en connaissons nul autre,
et à Toi nous rendons gloire
avec Ton Père Qui est de toute éternité,
et avec Ton Esprit très saint,
bon et donateur de vie,
et maintenant et toujours
et aux siècles des siècles.
Amen !
(Version anglaise
Cathedral John The Baptist,Washington D.C., USA)



Traduzione   in  Italiano  curata da   ALESSANDRA   SIMONETTI e  del  PADRE  GIOVANNI


PREGHIERA PER I MEDICI E PER  GLI  INFERMIERI 

Signore Gesù Cristo, nostro Dio, 
Amico dell'uomo
Medico delle nostre anime e dei nostri corpi, 
Che sopportasti il dolore delle nostre infermità,
e attraverso le ferite dalle quali noi siamo guariti;
Che donasti la vista al cieco nato;
Che raddrizzasti la donna
che era curva da diciotto  anni;
Che donasti la parola e la vista
al  muto indemoniato
Che non solo perdonasti al paralitico i suoi peccati,
ma lo guaristi affinché potesse camminare;
Che restaurasti la mano paralizzata di un uomo
in difficoltà;
Che arrestasti il flusso sanguigno
di colei che sanguinò per dodici anni;
Che resuscitasti la figlia di Giairo;
E riportasti in vita Lazzaro, morto da quattro giorni;
E che guaristi ogni malattia durante  i tuoi  anni di  predicazione :
Accorda ora, Signore,
la tua grazia a tutti coloro che si sono riuniti qui, 
che hanno lavorato
e studiato ora dopo ora,
per andare nel mondo intero
a guarire le persone attraverso il talento che tu hai donato a ciascuno di loro.
Fortificali, attraverso la Tua forza,
affinché essi non temano alcun male
né alcuna malattia.
Illuminali,
affinché non facciano alcun male 
attraverso le opere delle loro mani,
e preservali nella pace ,
così come coloro che  sono  utili  in questo  ministero
poiché Tu sei nostro Dio,
e noi non ne conosciamo alcun altro,
e a Te rendiamo gloria
col Padre Tuo Che è da tutta l'eternità 
e con il Tuo santissimo Spirito,
buono e datore di vita, 
e ora e sempre
e nei secoli dei secoli.
Amìn !

(Versione inglese Cattedrale S. Giovanni Battista, Washington D.C., USA)