sabato 25 aprile 2020

25 Aprile Tropari ed inni in varie lingue per San Marco Evangelista



Glasul 3

Învăţat fiind de Apostolul Petru, te-ai făcut Apostol al lui Hristos şi ca un soare ai strălucit marginilor, podoaba alexandri­nilor ai fost, fericite, căci prin tine Egiptul s-a eliberat de înşelăciune şi ca un stâlp al Bisericii, prin învăţătura ta cea Evanghelică pe toţi ai luminat. Pentru aceasta luminat cinstind, pomenirea ta prăznuim, de Dumnezeu grăitorule Sfinte Apostole Marcu; roagă pe Dumnezeu Cel Înduple­cat prin tine, să dăruiască iertare de greşeli sufletelor noastre.

Apolytìkion. Tono 3.


Santo apostolo ed evangelista Marco,
prega il Dio misericordioso di
concedere alle anime nostre la
remissione delle colpe

Ἀπολυτίκιον Ἦχος γ'

Ἀπόστολε Ἅγιε, καὶ Εὐαγγελιστὰ Μᾶρκε,
πρέσβευε τῷ ἐλεήμονι Θεῷ, ἵνα πταισμάτων
ἄφεσιν παράσχῃ ταῖς ψυχαῖς ἡμῶν.

Troparion — Tone 4
From your childhood the light of truth enlightened you, O Mark, / and you loved the labor of Christ the Savior. / Therefore, you followed Peter with zeal / and served Paul well as a fellow laborer, / and you enlighten the world with your holy Gospel.


Kontàkion. Tono 2.


ricevuta dall’alto la grazia dello
Spirito, sciogliesti i sofismi intricati
dei rètori, o apostolo e prese nella
rete tutte le genti, o Marco celebrato, le
hai condotte al tuo Sovrano, con
l’annunzio del divino Vangelo.


Glasul 4


Harul Duhului primind dintru înălţime, împletirile ritorilor le-ai stricat, Apostole şi pe toţi păgânii vânându-i, vrednicule de laudă, Sfinte Apostole Marcu, Stăpânului tău i-ai adus, propovăduind Dumnezeiasca Evanghelie.

Kontakion — Tone 2
When you received the grace of the Spirit from on high, O Apostle, / you broke the snares of the philosophers and gathered all nations into your net, / bringing them to your Lord, O glorious Mark, / by the preaching of the divine Gospel.





Κοντάκιον Ἦχος β'

Ἐξ ὕψους λαβών, τὴν χάριν τὴν τοῦ
Πνεύματος, ῥητόρων πλοκάς, διέλυσας
Ἀπόστολε, καὶ τὰ ἔθνη ἅπαντα, σαγηνεύσας,
Μᾶρκε ἀοίδιμε, τῷ Δεσπότῃ προσήγαγες, τὸ
θεῖον κηρύξας Εὐαγγέλιον

Ikos.

Divenuto discepolo del corifeo degli
apostoli, con lui annunziasti Cristo Figlio
di Dio, confermando sulla roccia della
verità quanti barcollavano nell’errore. Su
di essa conferma anche me e guida i passi
della mia anima, affinché liberato dai lacci
del nemico, ti dia gloria senza
impedimento, perchè tu hai illuminato
tutti, o Marco sapiente, con l’annunzio del
divino Vangelo

Ὁ Οἶκος

Τοῦ Κορυφαίου τῶν Ἀποστόλων μαθητὴς
χρηματίσας, καὶ σὺν αὐτῷ τὸν Χριστὸν Υἱὸν
Θεοῦ κηρύξας, ἐπὶ τὴν πέτραν τῆς ἀληθείας
ἐστερέωσας τοὺς πλάνῃ σαλευομένους, ἐν ᾗ
κἀμὲ στερεώσας, ψυχῆς μου κατεύθυνον τὰ
διαβήματα, ὅπως τοῦ ἐχθροῦ τῶν παγίδων
λυτρούμενος ἀνεμποδίστως δοξάζω σε· σὺ
γὰρ πάντας ἐφώτισας, Μᾶρκε σοφέ, τὸ θεῖον
κηρύξας Εὐαγγέλιον


Tropaire de Saint Marc l'Evangéliste Ton 4


Dès ton enfance la lumière de la vérité t'illumina, O Marc,
Et tu aima le labeur du Christ Sauveur.
C'est pourquoi tu suivis Pierre avec zèle
Et servit Paul comme un bon collaborateur,
Et tu illumines le monde avec ton saint Évangile.


Kondakion de Saint Marc l'Evangéliste Ton 2

D'en haut ayant reçu la grâce de l'Esprit,
tu as rompu les mailles des philosophes,
illustre apôtre Marc, et tu as pris
toutes les nations dans tes filets
pour les mener à ton Maître en prêchant l'Évangile divin.

Tropaire de saint Marc l'évangéliste ton 3


Instruit par le sublime Pierre, tu devins un apôtre du Christ,
et tu brillas comme soleil sur le monde ahbité;
en toi Alexandrie eu son joyaux
et par toi l'Égypte fut délivrée d el'erreur,
puisque toute entière tu l'éciras de tes évangéliques enseignements
comme lumineuse colonne de l'Église.
C'est pourquoi, bienheureux, vénérant ta mémoire, apôtre Marc,
nous en célébrons la brillante festivité.
Prie Celui dont tu fus l'évangéliste, notre Dieu,
de nous accorder la grâce du Salut



HYMNE DE LOUANGE - LE SAINT APÔTRE ET ÉVANGÉLISTE MARC


L'Évangéliste Marc, vers l'Égypte s'enfuit
Comme une abeille vers le miel. Et l'Égypte connut
La douceur du miel du Christ, la douceur de la connaissance vivante.
Et le peuple commença à être épris du Christ :
Comment Lui, dans Sa divine plénitude, devint Incarné
Comment Lui, Il S'humilia pour le Salut de l'homme,
Et comment Il ressuscita avec gloire et puissance.
A travers les noires ténèbres, jusqu'à présent, nous marchions!
Les Égyptiens dirent :  "Et maintenant pour nous, le soleil brille,"
Réjouissons-nous O peuple en ce jour radieux!
Mais cette merveilleuse récolte, Marc l'abreuva de son sang,
Et à cause de cela, les idoles éclatèrent.
Et l'Égypte, la terre des pharaons, fut baptisée
Devint le champ de Dieu, l'Église Apostolique.


Apostol
Ap. I Petru 5, 6-14


Evanghelie
Ev. Luca 10, 16-21

mercoledì 15 aprile 2020

Grande e Santo MercolediVespro e Divina Liturgia dei Doni Presantificati -





Lettura del libro dell’Esodo (2, 11-23).

Esodo 2,11-23

11 In quei giorni, Mosè, già diventato adulto, andò a trovare i suoi fratelli; notò i lavori di cui erano gravati e vide un Egiziano che percoteva uno degli Ebrei suoi fratelli. 12 Egli volse lo sguardo di qua e di là e, visto che non c'era nessuno, uccise l'Egiziano e lo nascose nella sabbia. 13 Il giorno seguente uscì, vide due Ebrei che litigavano e disse a quello che aveva torto: «Perché percuoti il tuo compagno?» 14 Quello rispose: «Chi ti ha costituito principe e giudice sopra di noi? Vuoi forse uccidermi come uccidesti l'Egiziano?» Allora Mosè ebbe paura e disse: «Certo la cosa è nota». 15 Quando il faraone udì il fatto, cercò di uccidere Mosè, ma Mosè fuggì dalla presenza del faraone, e si fermò nel paese di Madian e si mise seduto presso un pozzo.
16 Il sacerdote di Madian aveva sette figlie. Esse andarono al pozzo ad attingere acqua per riempire gli abbeveratoi e abbeverare il gregge di loro padre. 17 Ma sopraggiunsero i pastori e le scacciarono. Allora Mosè si alzò, prese la loro difesa e abbeverò il loro gregge. 18 Quando esse giunsero da Reuel, loro padre, questi disse: «Come mai siete tornate così presto oggi?» 19 Esse risposero: «Un Egiziano ci ha liberate dalle mani dei pastori, per di più ci ha attinto l'acqua e ha abbeverato il gregge». 20 Egli disse alle figlie: «Dov'è? Perché avete lasciato là quell'uomo? Chiamatelo, ché venga a prendere del cibo». 21 Mosè accettò di abitare da quell'uomo. Egli diede a Mosè sua figlia Sefora. 22 Ella partorì un figlio che Mosè chiamò Ghersom; perché disse: «Abito in terra straniera».
23 Durante quel tempo, che fu lungo, il re d'Egitto morì. I figli d'Israele gemevano a causa della schiavitù e alzavano delle grida; e le grida che la schiavitù strappava loro salirono a Dio.


Giobbe 2,1-13
1 Quando un giorno i figli di Dio andarono a presentarsi al Signore, anche satana andò in mezzo a loro a presentarsi al Signore. 2 Il Signore disse a satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Da un giro sulla terra che ho percorsa». 3 Il Signore disse a satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, teme Dio ed è alieno dal male. Egli è ancor saldo nella sua integrità; tu mi hai spinto contro di lui, senza ragione, per rovinarlo». 4 Satana rispose al Signore: «Pelle per pelle; tutto quanto ha, l'uomo è pronto a darlo per la sua vita. 5 Ma stendi un poco la mano e toccalo nell'osso e nella carne e vedrai come ti benedirà in faccia!». 6 Il Signore disse a satana: «Eccolo nelle tue mani! Soltanto risparmia la sua vita».
7 Satana si allontanò dal Signore e colpì Giobbe con una piaga maligna, dalla pianta dei piedi alla cima del capo. 8 Giobbe prese un coccio per grattarsi e stava seduto in mezzo alla cenere. 9 Allora sua moglie disse: «Rimani ancor fermo nella tua integrità? Benedici Dio e muori!». 10 Ma egli le rispose: «Come parlerebbe una stolta tu hai parlato! Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremo accettare il male?».
In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra.
11 Nel frattempo tre amici di Giobbe erano venuti a sapere di tutte le disgrazie che si erano abbattute su di lui. Partirono, ciascuno dalla sua contrada, Elifaz il Temanita, Bildad il Suchita e Zofar il Naamatita, e si accordarono per andare a condolersi con lui e a consolarlo. 12 Alzarono gli occhi da lontano ma non lo riconobbero e, dando in grida, si misero a piangere. Ognuno si stracciò le vesti e si cosparse il capo di polvere. 13 Poi sedettero accanto a lui in terra, per sette giorni e sette notti, e nessuno gli rivolse una parola, perché vedevano che molto grande era il suo dolore



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Matteo 26,6-16

6 Mentre Gesù era a Betania, in casa di Simone il lebbroso, 7 venne a lui una donna che aveva un vaso di alabastro pieno d'olio profumato di gran valore e lo versò sul capo di lui che stava a tavola. 8 Veduto ciò, i discepoli si indignarono e dissero: «Perché questo spreco? 9 Quest'olio si sarebbe potuto vendere caro e dare il denaro ai poveri». 10 Ma Gesù se ne accorse e disse loro: «Perché date noia a questa donna? Ha fatto una buona azione verso di me. 11 Perché i poveri li avete sempre con voi, ma me non mi avete sempre. 12 Versando quest'olio sul mio corpo, lo ha fatto in vista della mia sepoltura. 13 In verità vi dico che in tutto il mondo, dovunque sarà predicato questo vangelo, anche ciò che ella ha fatto sarà raccontato in memoria di lei».
14 Allora uno dei dodici, che si chiamava Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti, 15 e disse loro: «Che cosa siete disposti a darmi, se io ve lo consegno?» Ed essi gli fissarono trenta sicli d'argento. 16 Da quell'ora cercava il momento opportuno per consegnarlo.

Kondakion, ton 4 
iù della prostituta ho peccato, o Buono, non ti ho offerto fiumi di lacrime, ma pregando in silenzio cado davanti a Te. Con amore abbraccio i tuoi purissimi piedi. Come Maestro dammi la remissione dei debiti. Quando grido a Te : liberami dalla sporcizia delle mie azioni!



Poema della monaca Cassiana
(IX sec.)

Cantato alla fine dell’Orthros (Mattutino) nel Mercoledì
della Grande e Santa Settimana

La donna caduta in molti peccati,
sente la tua divinità, o Signore,
e, assumendo l’ufficio di mirófora[2],
ti offre il myron con le lacrime
prima della tua sepoltura.

Ahimé, dice, per me è notte senza luce di luna,
furore tenebroso d’incontinenza,
amore di peccato!

Accetta i torrenti delle mie lacrime,
tu che attiri nelle nubi l’acqua del mare.
Piegati ai gemiti del mio cuore,
tu che hai piegato i cieli nel tuo ineffabile annientamento.

Bacerò i tuoi piedi immacolati,
li asciugherò con i riccioli del mio capo,
quei piedi, di cui Eva a sera percepì il suono
dei passi nel Paradiso
e per timore si nascose.

Chi investigherà la moltitudine dei miei peccati
E l’abisso dei tuoi giudizi,
o mio Salvatore, che salvi le anime?
Non disprezzare la tua serva,
tu che possiedi incommensurabile la misericordia!


 Il tropario dell'innografa Cassianì è uno dei testi per il mercoledì santo che viene cantato al mattutino e al vespro. Di bellezza e profondità uniche nel suo genere, è stato scritto da una monaca che visse a Costantinopoli nella prima metà del IX secolo. Canta l'unzione che la donna peccatrice riservò a Gesù prima della sua passione. La figura delle donne mirofore - portatrici di unguento (myron) - è nei vangeli, sia prima della passione di Cristo sia dopo la sua risurrezione. Il tropario non precisa l'identità della donna: una peccatrice, come viene presentata da Matteo e da Marco; oppure Maria sorella di Lazzaro, come viene presentata da Giovanni. Il testo è un canto alla misericordia, al perdono e all'amore eterno di Dio per l'uomo, pur peccatore.
La donna peccatrice percepisce la divinità di Cristo, il suo potere di guarire, la sua forza per perdonare e salvare. Il processo della sua conversione è presentato con l'immagine dell'assumere il ruolo di mirofora, che offrendo a Cristo l'unguento in previsione della sua sepoltura, come nel vangelo di Giovanni. E dopo la risurrezione sarà Cristo stesso a dare all'umanità redenta se stesso come unguento di salvezza.
"Ahimé, sono prigioniera di una notte senza luce di luna, furore tenebroso di incontinenza, amore di peccato! Accetta i torrenti delle mie lacrime, tu che attiri nelle nubi l'acqua del mare. Piègati ai gemiti del mio cuore, tu che hai piegato i cieli nel tuo ineffabile annientamento". La seconda parte del poema è la preghiera accorata della donna a Cristo. Il primo versetto non si riferisce soltanto all'oscurità dell'anima peccatrice, ma anche alla Pasqua celebrata nel giorno di luna piena. Essendo tutto il tropario indirizzato a Cristo, l'autrice usa immagini cristologicamente contrastanti per sottolineare sia la vera divinità di Cristo che la sua vera umanità, immagini che tra loro si completano. Sono da notare anche i due imperativi messi da Cassianì in bocca della donna: "accetta" e "piègati", forme verbali che danno l'idea della grande fiducia e libertà dell'uomo nei confronti di Dio.
"Bacerò i tuoi piedi immacolati, li asciugherò con i riccioli del mio capo, quei piedi di cui Eva a sera percepì il suono dei passi nel paradiso e per timore si nascose. Chi mai potrà scrutare la moltitudine dei miei peccati e l'abisso dei tuoi giudizi, o mio Salvatore, che salvi le anime?". La terza parte presenta l'atteggiamento della donna: il suo amore verso Cristo, che nel poema è chiaramente anche il Creatore che cammina nel paradiso e di cui Eva sente i passi. Il tema del Logos creatore è frequente nei Padri, ma nel testo è singolare la bellezza dell'immagine che accosta i piedi di Cristo baciati dalla donna ai piedi di cui Eva sente il suono nel paradiso. I peccati della donna sono moltitudine; ma i giudizi e le decisioni di Cristo nei suoi confronti sono un abisso di misericordia, evocata nella preghiera conclusiva: "Non disprezzare la tua serva, tu che possiedi incommensurabile la misericordia!".

(senza problema alcuno autore della riflessione il fratello greco cattolico  e  vescovo MANUEL NIN)









venerdì 10 aprile 2020

(con traduzione italiana)CORONAVIRUS PRIÈRE POUR LES MÉDECINS ET LE PERSONNEL SOIGNANT


dal sito della Paroisse Saint Athanase & Saint Amand- Paroisse de l'Eglise orthodoxe des Gaules à Lillois (Belgique) in francese su testo originale inglese Cathedral John The Baptist,Washington D.C., USA)-The Cathedral of St. John the Baptist in Washington, D.C. is a church of the Russian Orthodox Church Outside Russia.

http://www.paroisse-athanase-amand.be/2020/04/priere-pour-les-medecins-et-le-personnel-soignant.html


Seigneur Jésus-Christ notre Dieu, Ami de l’homme,
Médecin de nos âmes et de nos corps,
Qui supportas la douleur de nos infirmités,
et par les blessures duquel nous sommes guéris;
Qui donnas la vue à l'homme né aveugle;
Qui redressas la femme
qui était courbée depuis 18 ans;
Qui donnas la parole et la vue
au démoniaque muet;
Qui non seulement pardonnas au paralytique ses péchés,
mais le guéris pour qu'il puisse marcher;
Qui restauras la main desséchée d'un homme
en détresse;
Qui arrêtas l'écoulement du sang
de celle qui saigna pendant 12 ans;
Qui ressuscitas la fille de Jaïre;
Et ramenas à la vie Lazare, mort depuis quatre jours;
Et qui guéris toute infirmité sous le soleil :
Accorde maintenant, Seigneur,
Ta grâce à tous ceux qui sont ici réunis,
qui ont travaillé
et étudié heure après heure,
pour aller dans le monde entier
guérir les gens par le talent que Tu as donné à
chacun d'eux.
Fortifie-les, par Ta force,
pour qu'ils ne craignent aucun mal
ni aucune maladie.
Éclaire-les
pour qu'ils ne fassent aucun mal
par les oeuvres de leurs mains,
et préserve-les,
ainsi que ceux qu'ils servent, dans la paix,
car Tu es notre Dieu,
et nous n'en connaissons nul autre,
et à Toi nous rendons gloire
avec Ton Père Qui est de toute éternité,
et avec Ton Esprit très saint,
bon et donateur de vie,
et maintenant et toujours
et aux siècles des siècles.
Amen !
(Version anglaise
Cathedral John The Baptist,Washington D.C., USA)



Traduzione   in  Italiano  curata da   ALESSANDRA   SIMONETTI e  del  PADRE  GIOVANNI


PREGHIERA PER I MEDICI E PER  GLI  INFERMIERI 

Signore Gesù Cristo, nostro Dio, 
Amico dell'uomo
Medico delle nostre anime e dei nostri corpi, 
Che sopportasti il dolore delle nostre infermità,
e attraverso le ferite dalle quali noi siamo guariti;
Che donasti la vista al cieco nato;
Che raddrizzasti la donna
che era curva da diciotto  anni;
Che donasti la parola e la vista
al  muto indemoniato
Che non solo perdonasti al paralitico i suoi peccati,
ma lo guaristi affinché potesse camminare;
Che restaurasti la mano paralizzata di un uomo
in difficoltà;
Che arrestasti il flusso sanguigno
di colei che sanguinò per dodici anni;
Che resuscitasti la figlia di Giairo;
E riportasti in vita Lazzaro, morto da quattro giorni;
E che guaristi ogni malattia durante  i tuoi  anni di  predicazione :
Accorda ora, Signore,
la tua grazia a tutti coloro che si sono riuniti qui, 
che hanno lavorato
e studiato ora dopo ora,
per andare nel mondo intero
a guarire le persone attraverso il talento che tu hai donato a ciascuno di loro.
Fortificali, attraverso la Tua forza,
affinché essi non temano alcun male
né alcuna malattia.
Illuminali,
affinché non facciano alcun male 
attraverso le opere delle loro mani,
e preservali nella pace ,
così come coloro che  sono  utili  in questo  ministero
poiché Tu sei nostro Dio,
e noi non ne conosciamo alcun altro,
e a Te rendiamo gloria
col Padre Tuo Che è da tutta l'eternità 
e con il Tuo santissimo Spirito,
buono e datore di vita, 
e ora e sempre
e nei secoli dei secoli.
Amìn !

(Versione inglese Cattedrale S. Giovanni Battista, Washington D.C., USA)

domenica 29 marzo 2020

Domenica 29 marzo 2020 IV domenica dei Digiuni Domenica di San Giovanni Climaco OFFICIO DEI SALMI TIPICI In Italiano – Slavonico - Romeno






a cura dell'Archimandrita Paolo Patricolo parroco 

Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli
Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta
Parrocchia SS.Calogero del Monte Kronio ed Elia ilNuovo
Caltanissetta


Domenica 29 marzo 2020
IV domenica dei Digiuni

Domenica di San Giovanni Climaco

Officio delle Ore Terza e Sesta
ed 
OFFICIO DEI SALMI TIPICI

In Italiano – Slavonico - Romeno
invito  i fratelli e le sorelle a consultare il link 


Per la propria personale meditazione per  quanto riguarda le Letture bibliche della IV Domenica di Quaresima

Ebrei 6,13-20

Fratelli...... quando infatti Dio fece la promessa ad Abramo, non potendo giurare per uno superiore a sé, giurò per se stesso, dicendo: Ti benedirò e ti moltiplicherò molto. Così, avendo perseverato, Abramo conseguì la promessa. Gli uomini infatti giurano per qualcuno maggiore di loro e per loro il giuramento è una garanzia che pone fine ad ogni controversia. Perciò Dio, volendo mostrare più chiaramente agli eredi della promessa l'irrevocabilità della sua decisione, intervenne con un giuramento perché grazie a due atti irrevocabili, nei quali è impossibile che Dio mentisca, noi che abbiamo cercato rifugio in lui avessimo un grande incoraggiamento nell'afferrarci saldamente alla speranza che ci è posta davanti. In essa infatti noi abbiamo come un' ancora della nostra vita, sicura e salda, la quale penetra fin nell'interno del velo del santuario, dove Gesù è entrato per noi come precursore, essendo divenuto sommo sacerdote per sempre alla maniera di Melchìsedek.

Efesini 5,8-19
8 perché in passato eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce 9 - poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità - 10 esaminando che cosa sia gradito al Signore. 11 Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele; 12 perché è vergognoso perfino il parlare delle cose che costoro fanno di nascosto. 13 Ma tutte le cose, quando sono denunciate dalla luce, diventano manifeste; 14 poiché tutto ciò che è manifesto, è luce. Per questo è detto:
«Risvègliati, o tu che dormi,
e risorgi dai morti,
e Cristo ti inonderà di luce».
15 Guardate dunque con diligenza a come vi comportate; non da stolti, ma da saggi; 16 ricuperando il tempo perché i giorni sono malvagi. 17 Perciò non agite con leggerezza, ma cercate di ben capire quale sia la volontà del Signore. 18 Non ubriacatevi! Il vino porta alla dissolutezza. Ma siate ricolmi di Spirito, 19 parlandovi con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e salmeggiando con il vostro cuore al Signore;


Marco 9,17-31
In quel tempo uno della folla disse a Gesù: «Maestro, ho portato da te mio figlio, posseduto da uno spirito muto. Quando lo afferra, lo getta al suolo ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora in risposta, disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono. Alla vista di Gesù lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava spumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall'infanzia; anzi, spesso lo ha buttato persino nel fuoco e nell'acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose ad alta voce: «Credo, aiutami nella mia incredulità». Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito immondo dicendo: «Spirito muto e sordo, io te l'ordino, esci da lui e non vi rientrare più». E gridando e scuotendolo fortemente, se ne uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù, presolo per mano, lo sollevò ed egli si alzò in piedi.
Entrò poi in una casa e i discepoli gli chiesero in privato: «Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».
Partiti di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Istruiva infatti i suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma una volta ucciso, dopo tre giorni, risusciterà».

Matteo 5,1-12

1 Gesù, vedendo le folle, salì sul monte e si mise a sedere. I suoi discepoli si accostarono a lui, 2 ed egli, aperta la bocca, insegnava loro dicendo:
3 «Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli.
4 Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati.
5 Beati i mansueti, perché erediteranno la terra.
6 Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.
7 Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta.
8 Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
9 Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
10 Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.
11 Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. 12 Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi. 

sabato 21 marzo 2020

Terza domenica di Quaresima La Croce "Alla fine della Celebrazione del Mattutino "





Canto della Grande dossologia.

S. Gloria a te che ci hai mostrato la luce.

C. Gloria negli eccelsi a Dio,/ e sulla terra pace,/ tra gli uomini la benevolenza./ Noi ti lodiamo, ti benediciamo,/ ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie/ per la tua grande gloria./ Signore, Re, celeste, Dio Padre onnipotente;/ Signore, Figlio unigenito Gesù Cristo, e santo Spirito./ Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre,/ tu che levi i peccati del mondo, abbi misericordia di noi,/ tu che levi i peccati del mondo, accogli la nostra preghiera,/ tu che siedi alla destra del Padre, abbi misericordia di noi./ Poiché sei tu il solo Santo,/ sei tu il solo Signore, Gesù Cristo, nella gloria di Dio Padre. Amen.


Ogni giorno ti benedirò, e loderò il tuo nome in eterno, e nei secoli dei secoli.

Rendici degni, Signore, in questo giorno di essere custoditi senza peccato./ Benedetto sei Tu, Signore, Dio dei nostri padri,/ e lodato e glorificato è il tuo nome nei secoli. Amen.

Venga, Signore, la tua misericordia su di noi, come abbiamo sperato in te.

Benedetto sei Tu, Signore, insegnami i tuoi giudizi (tre volte).

Signore, sei divenuto rifugio per noi di generazione in generazione./ Ho detto io: O Signore, abbi misericordia di me, guarisci l'anima mia, poiché ho peccato contro di te.

Signore, da te mi sono rifugiato: insegnami a fare la tua volontà, poiché sei tu il mio Dio./ Poiché presso di te è la fonte della vita:/ nella tua luce vedremo la luce./ Estendi la tua misericordia su quelli che ti conoscono.

Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale: abbi misericordia di noi (tre volte). Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito, e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen. Santo Immortale: abbi misericordia di noi. Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale: abbi misericordia di noi

Mentre viene cantata la grande dossologia il sacerdote cambia
paramenti e prendendo l’incensiere incensa la santa mensa e la
croce; quindi prende la croce, collocata su un piatto e la trasporta
al di sopra della sua testa esce dalla porta sinistra del Vima.

Preceduto dalle lampade accese si presenta davanti alle Porte
imperiali; terminata la Grande Dossologia e il Trisagio dice:
Sapienza, in piedi! E si canta il tropario Salva, Signore, il tuo
popolo 3 volte. Poi il sacerdote avanza recando la santa croce
davanti alle Porte Sante nel luogo in cui è stato predisposto un
tavolino e vi depone sopra la preziosa croce. Quindi cantiamo il
seguente tropario 3 volte:


La tua croce, Sovrano, adoriamo e la tua santa risurrezione glorifichiamo.

Aperta la teca il Superiore inizia a venerare e il sacerdote, fatte 3 metanie davanti alla croce, la bacia e si prostra davanti a ciascun coro una volta. E quindi vengono i fratelli a venerare a turno la crocce, mentre vengono cantati questi Idiòmela. 

Tono 2. Poema del Sovrano Leone.

Venite, fedeli, adoriamo il legno vivificante, sul quale Cristo, re di gloria, stese le braccia e ci risollevò alla beatitudine iniziale, di cui ci aveva spogliato il nemico allettandoci, facendo di noi degli esiliati da Dio. Venite, fedeli, adoriamo il legno per il quale siamo giudicati degni di schiacciare le teste dei nemici invisibili. Venite, famiglie tutte delle genti, veneriamo con i nostri canti la croce del Signore. Salve, croce, perfetta liberazione di Adamo caduto; in te si glorificano i nostri imperatori fedelissimi, poiché nella tua potenza sottomettono con forza il popolo d’Ismaele. Baciandoti ora con riverenza, noi cristiani glorifichiamo il Dio su di te inchiodato, dicendo: Signore, su di essa crocifisso, abbi pietà di noi, tu, buono e amico degli uomini. 


Tono pl 4.

Oggi il plasmatore del creato e Signore della gloria
viene appeso alla croce e una lancia trapassa il suo fianco;
fiele e aceto gusta la dolcezza della Chiesa e viene coronato
di spine colui che copre il cielo di nubi; viene rivestito di
un manto di derisione e schiaffeggiato colui che con la sua
mano creò i mortali; viene flagellato sul dorso colui che
veste di nuvole il cielo; sputi, percosse e ingiurie patisce
per salvare il mondo dalla morte il Redentore e Dio
compassionevole.

Gloria. Stesso Tono.

Oggi l’inaccessibile per essenza diventa per me
accessibile e soffre la passione per liberare me dalle
passioni: colui che dà la luce ai ciechi riceve sputi da labbra
inique e per i prigionieri offre la spalle ai flagelli.
Vedendolo sulla croce la pura Vergine e Madre
dolorosamente diceva: Ahimè, Figlio mio, perché hai fatto
questo? Tu, splendido di bellezza più di tutti i mortali
appari senza respiro, sfigurato, senza più forma, né
bellezza. Ahimè, mia luce! Non posso vederti
addormentato, sono ferite le mie viscere e una dura spada
mi trapassa il cuore. Io celebro la tua passione, adoro la tua
amorosa compassione, o longanime Signore, gloria a te.


E ora. Tono pl. 2. Irmològico.

Oggi si compie la parola profetica: perché, ecco, noi
adoriamo il luogo dove si sono posati i tuoi piedi, Signore
e gustando dell’albero della salvezza, abbiamo ottenuto la
liberazione dalle passioni del peccato, per le preghiere
della Madre di Dio, o unico filantropo.


lunedì 16 marzo 2020

17 Marzo LO STESSO GIORNO, MEMORIA DEL NOSTRO PADRE TRA I SANTI PATRIZIO, APOSTOLO D’ IRLANDA



PATRICK (PATRICE, PATRICIUS), évêque et illuminateur de l'Irlande (461).

Troparion (Tone 3)

O holy hierarch, Patrick, wonderworker, equal to the Apostles and illuminator of the Irish people, pray to the merciful God that He will pardon our transgressions.
   



Troparion — Tone 3
Holy Bishop Patrick, / Faithful shepherd of Christ’s royal flock, / You filled Ireland with the radiance of the Gospel: / The mighty strength of the Trinity! / Now that you stand before the Savior, / Pray that He may preserve us in faith and love!

Tropaire de saint Patrick ton 4:
Comme docteur et pasteur suprême, Saint Patrick, tu as montré le chemin qui mène vers la vie ; et, comme chef d'Eglise, tu as illuminé ta patrie ; l'ayant fait renaître par l'Esprit-Saint, tel un olivier au paradis spirituel, en Sainteté tu as fait croître tes enfants ; c'est pourquoi, te vénérant comme le compagnon des Apôtres et des Pontifes Saints, nous te prions d'intercéder auprès du Christ Dieu pour qu'il accorde à nos âmes la grâce du Salut.

Kontakion — Tone 4

From slavery you escaped to freedom in Christ’s service: / He sent you to deliver Ireland from the devil’s bondage. / You planted the Word of the Gospel in pagan hearts. / In your journeys and hardships you rivaled the Apostle Paul! / Having received the reward for your labors in heaven, / Never cease to pray for the flock you have gathered on earth, / Holy bishop Patrick!


Dismissal Hymn (Tone 2)
While thou didst live on earth, O blessed father Patrick, thou didst bind to thyself the strong name of the Holy Trinity, and faith in the undivided Trinity Who created the universe. Now that thou standest before the throne of the Holy Trinity, entreat Christ our God to save our souls!



Kontakion (Tone 7)

May Christ be in the heart of everyone who thinks of thee,
Christ in the mouth of those who speak to thee,
Christ in every eye that sees thee,
Christ in every ear that hears thy words,
O blessed Patrick, our father.



Tropario, tono 3

Santo gerarca Patrizio, taumaturgo pari agli apostoli, illuminatore della terra d’Irlanda: implora il Dio misericordioso, che conceda la remissione delle trasgressioni alle nostre anime!


Kontakion, tono 4

Ti sei mostrato un vero pescatore di uomini, perché, diffondendo le reti della buona novella dell’Evangelo, hai attirato i pagani nel regno di Cristo, illuminando con il battesimo coloro che languivano nelle tenebre dell’idolatria, e facendoli figli del Dio vivente. Perciò ti supplichiamo, o santo gerarca Patrizio nostro padre: intercedi per noi che onoriamo la tua santa memoria.


Saint Fiacc: Hymne sur la Vie de saint Patrick

testo in lingua inglese 
http://www.voskrese.info/spl/fiacc.html

Langue originelle : Vieil Irlandais.

NOTE DE L'EDITEUR : "L'Hymne de Fiacc est une des rares sources primaires reconnues concernant la vie de saint Patrick, en dehors de ses propres écrits. Bien que sa date exacte de composition soit encore discutée, il est hors de doute qu'elle soit extrèmement ancienne, un document de l'Eglise Celtique d'avant les invasions Vikings. La tradition l'attribue au barde Fiacc du 5ième siècle, qui apparaît aussi comme personnage dans certaines légendes au sujet de Patrick; certains érudits modernes pensent que cela fut composé plus tard, au 7ième voire au 8ième siècle. -- N. Redington."
note du traducteur : ces érudits modernes qui doutent post-datent simplement le document en se basant exclusivement sur.. les notes marginales du 8ème siècle contenues dans le plus ancien manuscrit survivant. Notes qui sont plus récentes que cette copie. Sans commentaire.

1. Patrick naquit à Emptur:
C'est ce que l'histoire nous apprend.
Un enfant de 16 ans (qu'il était)
Lorsqu'il fut emmené dans les liens.

2. Succat était son nom, nous dit-on;
Celui qui était son père, voici qu'on nous dit:
Il était fils de Calpurn, fils d'Otidus,
Petit-fils de Deochain Odissus.

3. Il demeura 6 ans dans l'esclavage;
De la nourriture humaine, il ne mangea pas.
Cothraige était son surnom,
Parce comme esclave, il servait 4 familles.

4. Victor dit à l'esclave de Milcho:
"Toi, pars sur la mer:"
Il plaça son pied sur le *leac* [pierre]
Sa trace demeure, elle ne disparaît pas.

5. Il l'envoya traverser les Alpes;
Vers le merveilleux outre-mer était son voyage,
Jusqu'à ce qu'il demeure avec Germain dans le sud,
Dans la Letah du sud.

6. Dans les îles de la Mer Thyrrhene il resta;
En celles-là il médita :
Il lut le canon avec Germain:
C'est ce que l'histoire nous apprend.

7. En Irlande il fut ramené
En vision par les Anges de Dieu:
Souvent par une vision il était
Appelé pour y retourner à nouveau.

8. Le Salut pour l'Irlande
C'était l'arrivée de Patrick à Fochlaidh;
Au loin avait été entendu le son
De l'appel des enfants de Caill-Fochladh.

9. Ils priaient afin que le saint vienne,
Afin qu'il revienne de Letha,
Pour convertir le peuple d'Erin
De l'erreur à la vie.

10. Les Tuatha d'Erin prophétisaient
Qu'un nouveau royaume de Foi viendrait,
Qu'il durerait à jamais:
La terre de Tara serait une étendue silencieuse.

11. Les druides de Loegaire ne lui dissimulèrent pas
La venue de Patrick;
Leur prophétie se vérifia
Concernant le royaume dont ils avaient parlé.

12. Patrick marcha dans la piété jusqu'à sa mort :
Il fut puissant pour extirper le péché :
Il leva ses mains en bénédiction
Sur les tribus des hommes.

13. Les Hymnes, et l'Apocalypse, et les 3 fois 50 [=Psaumes]
Il avait l'habitude de chanter;
Il prêchait, baptisait et priait;
De louer Dieu jamais il ne s'arrêtait.

14. Le froid du temps ne le retenait pas
De passer la nuit dans les marais :
Par le Ciel son royaume était protégé;
Il prêchait de jour sur les collines.

15. A Slan, dans le territoire de Benna-Bairche,
Faim ou soif ne le possédaient pas.
Chaque nuit il chantait 100 Psaumes,
Pour adorer le Roi des Anges.

16 Il dormait sur la pierre nue,
Et une couverture humide sur lui;
Un caillou était son oreiller;
Il n'autorisait aucune chaleur à son corps.

17. Il précha l'Evangile à tous;
Il accomplit de grands miracles à Letha;
Il guérit les estropiés et les lépreux;
Le mort il rendit à la vie.

18. Patrick prêcha aux Scotts:
Il endura de grandes oeuvres à Letha:
Avec lui viendra au Jugement
Quiconque il aura amené à la vie de la Foi.

19. Les fils d'Emer, les fils d'Eremon,
Virent tous à Cisal,
Vers la demeure de Satan --
Ils furent avalés par les profondes abysses,

20. Jusqu'à ce que l'apôtre vint à eux :
Il vint malgré la tempête faisant rage :
Il prêcha, 30 ans durant,
La Croix du Christ aux tribus de Feni.

21. Sur la terre d'Erin étaient les ténèbres;
Les Tuatha adoraient les sidhi;
Ils ne croyaient pas
Dans la vraie Divinité de la vraie Trinité.
22. A Armagh est la souveraineté;
Cela fait longtemps qu'Emain est passé;
Une grande église est à Dun-Lethglasse;
J'aurais aimé que Tara ne soit pas un désert.

23. Patrick, quand il fut dans la maladie,
Desira aller à Armagh:
Un Ange vint le rencontrer sur la route
Au milieu de la journée.

24. Patrick vint au sud rencontrer Victor;
C'est là qu'il avait à le rencontrer;
Le buisson dans lequel était Victor, était embrasé;
De dedans la flamme (l'Ange) parla.

25. Il dit: Ta dignité (sera) à Armagh;
Adresse tes remerciements au Christ;
Au Ciel tu va aller;
Ta prière a été exaucée.

26. L'hymne que tu as choisie dans la vie
Sera une cuirasse de protection pour tous.
Autour de toi au Jour du Jugement
Les gens d'Erin viendront en jugement.

27. Tassach resta après lui (à Sabhall),
Lui ayant donné la Communion :
Il dit que Patrick reviendra :
La parole de Tassach ne fut pas fausse.

28. Il (Saint Patrick) mit un terme à la nuit;
La lumière ne cessa pas avec lui :
Jusqu'à la fin de l'année fut la clarté;
Ce fut un long jour de paix.

29. A la bataille livrée autour de Beth-horon
Contre les Cananéens par le fils de Nun,
Le soleil s'arrêta à Gaboan;
C'est ce que l'Ecriture nous apprend.

30. Le soleil demeura avec Josué jusqu'à la mort des maudits :
C'est en effet ce qu'il convenait;
Encore plus convenait-il qu'il y ait cette clarté
A la mort des saints.

31. Le clergé d'Erin vint de toute part
Pour veiller autour de Patrick;
Le son de l'harmonie tomba sur eux du dessus
Et ainsi ils dormirent enchantés en chemin.

32. De son corps, l'âme de Patrick
Fut séparée après les douleurs;
Les Anges de Dieu durant la première nuit
Tinrent leur choeur autour de lui sans discontinuer.

33. Quand Patrick partit (de la vie)
Il rendit visite à l'autre Patrick;
Ensemble ils montèrent
Vers Jésus, Fils de Marie.

34. Patrick, sans arrogance ni fierté,
Grande était sa bonté, qu'il se proposait à lui-même,
D'être au service du Fils de Marie;
Bienheureuse est l'heure en laquelle Patrick naquit.




Lettura del Vangelo alla Divina Liturgia secondo l'uso ortodosso romeno

Ev. Ioan 10, 9-16

Eglise Orthodoxe des Gaules    Livret de Prière   Carême 2020


Prière de saint Patrick


Que le Christ me protège aujourd'hui
contre le poison, contre le feu,
contre la noyade, contre la blessure,
pour qu'il me vienne une foule de récompenses,
le Christ avec moi,
le Christ devant moi,
le Christ derrière moi,
le Christ en moi,
le Christ au-dessus de moi,
le Christ au-dessous de moi,
le Christ à ma droite,
le Christ à ma gauche,
le Christ en largeur,
le Christ en longueur,
le Christ en hauteur,
le Christ dans le coeur
de tout homme qui pense à moi,
le Christ dans toutoeil qui me voit,
le Christ dans toute oreille qui m'écoute