«Il leone e il topo» di Jean de La Fontaine (1621–95), favola 11 dal Libro II (1668).
Traduzioni e adattamenti di Gabriella Rouf;
https://www.ilcovile.it/scritti/COVILE_B_728_CovileDeiPiccoli_36_Favole.pdf
IL LEONE E IL TOPO
n giorno un Topo uscí per distrazione
da terra tra le zampe di un Leone,
ma il Re degli animali, ch’era in buona,
lasciandogli la vita lo perdona.
Non andò perso quel regale atto.
Chi avrebbe mai creduto che alla belva
un giorno fosse di soccorso un ratto?
Pure avvenne che uscendo dalla selva
cadde il Leone nelle reti, e invano
ruggisce ed infuriato si dibatte.
Accorre il Topo, rode piano piano
una maglia… due… tutte son disfatte!
Il piccolo può far la differenza
e val piú che la forza la pazienza.
traduzione dal Francese diEmilio De Marchi (XIX secolo)
Piccoli e grandi rendi ognun contento,
ché di tutti si ha d’uopo in questo mondo.
Di tale verità la prova è in fondo
delle seguenti favole,
ed anche in fondo a cento.
Un Topo disgraziato
cadde un dì nella zampa d’un Leone,
che volendo stavolta dimostrare,
d’esser quel re ch’egli è, lo lascia andare.
Un compenso trovò la buon’azione:
e per quanto è difficile il pensare
che d’un Topo bisogno abbia un Leone,
avvenne invece ciò che sentirete.
Uscendo un dì la belva
dalla sua selva, diede in una rete,
contro la qual non valgono i ruggiti.
Morta sarìa, se il Topo prontamente
non fosse accorso a trarnela d’impaccio;
ch’ei fe’ tanto, menando intorno il dente,
che ruppe i nodi e sgrovigliò quel laccio.
Più d’ogni rabbia e d’ogni violenza,
il tempo vale e vale la pazienza.
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