giovedì 29 settembre 2022

Sempre presunto innocente *

 







"Infatti, se pure è vero che la presunzione di non colpevolezza dovrebbe essere un principio acquisito sia a livello giuridico che culturale, assistiamo spesso a una indifferenza diffusa nei confronti della violazione di tale principio, nonché di alcuni tra i diritti individuali la cui tutela dovrebbe contraddistinguere uno Stato di diritto: il diritto all’onore e alla reputazione, alla riservatezza, all’equo processo. Che ne è di questi diritti quando il contenuto delle ordinanze e delle intercettazioni, rilevanti e non, è pubblicato sui media in maniera indiscriminata, magari prima che i soggetti direttamente coinvolti ne possano venire a conoscenza? Che ne è di questi diritti quando gli inquirenti proclamano l’indegnità morale degli indagati in scenografiche conferenze stampa che precedono qualsiasi vaglio del giudice terzo? Come si conciliano le gogne mediatiche e le corrispondenti condanne anticipate con la presunzione di innocenza? In nome del diritto di cronaca, si può correre il rischio di condizionare l’operato del giudice compromettendone l’imparzialità?"

https://www.huffingtonpost.it/entry/sempre-presunto-innocente_it_60696ecec5b6c00165c23160/



* autore  :Alessio Lo Giudice è Professore Ordinario di Filosofia del diritto presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Messina e Coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza. Si è formato presso le Università degli Studi di Catania e di Milano, l’Università di Tilburg nei Paesi Bassi e l’Université Catholique de Louvain in Belgio.


mercoledì 28 settembre 2022

MANIFESTO DEL DIRITTO PENALE E DEL GIUSTO PROCESSO



sono sempre attuali le parole di Giuseppe Zanardelli pronunciate il 15 febbraio 1875: «L’avvocatura può dirsi essere non una professione soltanto ma una istituzione, che si lega con vincoli invisibili a tutto l’organamento politico e sociale. L’avvocato senza avere pubblica veste, senza essere magistrato, è strettamente interessato all’osservanza delle leggi, veglia alla sicurezza dei cittadini, alla conservazione delle libertà civiche, porta la sua attenzione su tutti gli interessi, ha gli occhi aperti su tutti gli abusi, ed è chiamato a segnalarli senza usurpare i diritti delle autorità [...] l’avvocato, involto in tutte le agitazioni, in tutte le tempeste, in tutte le lotte della società, deve continuamente difendere i diritti che voglionsi conculcare, le persone di coloro su cui grava l’odiosa mano dell’arbitrio, deve affrontare con serena costanza ogni amarezza ed ogni pericolo per combattere impavidamente, pensoso più d’altrui che di sé stesso, qualsiasi ingiustizia o pressione ed abuso».



Perché il diritto penale non può non essere liberale


La materia che etichettiamo come diritto penale –sostanziale e processuale- ci porta a un nucleo comune ed essenziale: esso è specifico ed appartiene alla filosofia pratica del penalista, potremmo dire alla sua deontologia. Liberale, liberalismo, sono lemmi policromi, che si riempiono di significati diversi a contatto con le esperienze storiche degli ultimi due secoli. Il liberalismo si connota come pensiero politico riconducibile alla filosofia pratica, alla tradizione di un sapere critico capace di individuare i valori che orientano l’azione umana. Il diritto si misura con le azioni umane e il diritto penale, sostanziale e processuale, interroga da vicino, in maniera necessaria, il rapporto tra agire umano, libertà e ragioni che ne giustificano la restrizione. Ma torniamo all’affermazione iniziale: perché chi esercita, a vario titolo, il mestiere delle leggi penali non può non dirsi liberale. Una delle ragioni che attribuiscono alla “libertà liberale” la forza di un fermento che attraversa la storia superandone i momenti più oscuri sta nel distinguersi dalle teologie secolarizzate. Il nucleo del pensiero liberale è costituito, da un lato, dalla protezione dei diritti individuali, civili e politici; dall’altro, dal delineare una organizzazione del potere capace di tutelarli e garantirli.

A questo contribuiscono alcuni fattori essenziali, che fanno marciare nella medesima direzione liberalismo e democrazia:

a) l’idea di istituzioni rappresentative, che sostituisce all’utopia della democrazia diretta la competizione davanti all’opinione pubblica;
b) lo Stato costituzionale, cioè un governo e un legislatore limitati da una Costituzione scritta e rigida, con leggi frutto di procedure predeterminate;
c) la tutela e la garanzia dei diritti civili dell’individuo contro gli abusi dello Stato, delle maggioranze e dei gruppi, come elemento capace di confermare -rendendola giustiziabile- l’essenza del liberalismo.

Vi è un’attribuzione di significato non rinunciabile al sintagma “diritto penale”: quella che pone l’accento sul primo termine –diritto a scapito di una prevalenza della funzione del punire. Il diritto penale “liberale” fornisce, nel nostro campo, gli argini da opporre al facile asservimento dell’afflizione punitiva al perseguimento di ideologie o di scorciatoie demagogiche. Si tratta di avere la precisa cognizione dei rapporti di potere che si esprimono nella più grave ed invasiva forma di coercizione della libertà individuale; di maturare la consapevolezza che questo strumento terribile si può legittimare solo nel contesto di una rappresentanza democratica, di istituzioni non onnipotenti che agiscono nel solco della separazione dei poteri.


martedì 27 settembre 2022

La Costituzione. è Antigone -La nostra Antigone ha oggi le fattezze della Corte costituzionale






"..nella Costituzione, più ancora che nelle Carte europee, è delineato un mirabile equilibrio tra i diritti e una giustizia penale dal “volto umano”, aliena da quel furore punitivo che oggi si intende accreditare in nome di una falsa democrazia. Nella Costituzione, come è venuta precisandosi attraverso la consolidata interpretazione di giurisprudenza e dottrina, circola il senso del limite e della ragionevolezza del diritto penale e il riconoscimento fondamentale che la giustizia penale non può essere modellata solo sui fatti criminosi ma anche e soprattutto sull’uomo che delinque. E la Costituzione è la radice prima e vera della nostra democrazia, che non s’identifica certo con la volontà del “legislatore” di turno.
La nostra Antigone, dunque, sarà “oppositiva” se non addirittura “ribelle” in  quanto deve avere il coraggio e la forza di contestare il Creonte legislatore e la sua
interessata accondiscendenza verso la vox populi (oggi enfatizzata dai mass-media).
Ma sarà anche un’Antigone “conservatrice” in quanto sappia ritrovare nella “vecchia” nostra Costituzione le ragioni della contestazione, essendo anche consapevole del fatto
che Creonte non potrà mai distogliere lo sguardo dalle miserie della quotidianità ed essere insensibile alle esigenze del “potere” e del suo esercizio.
La nostra Antigone ha oggi le fattezze della Corte costituzionale. La Corte, negli ultimi tempi, sta sviluppando una giurisprudenza maggiormente contestativa in proporzione al crescente allontanamento del legislatore dallo spirito costituzionale. L’auspicio è che il rapporto tra il nostro Creonte e la nostra Antigone riesca a rimanere nei
limiti dell’equilibrio costituzionale, lasciando al capolavoro sofocleo la tragicità dello scontro dal quale alla fine tutti escono perdenti."(DIRITTI, PENA E…ANTIGONE Francesco Palazzo-capitolo  6. La Corte costituzionale e (è) Antigone.)


https://discrimen.it/wp-content/uploads/Palazzo-Diritti-pena-e...Antigone.pdf

sabato 24 settembre 2022

«Amici, dove state andando? Allora, amici, dove state andando?»










 film del 1966 di Pier Paolo Pasolini Uccellacci e Uccellini in cui un corvo (interpretato dal poeta Francesco Leonetti) interroga i due protagonisti Totò e Ninetto sul senso della vita, della morte e sul destino dell’umanità.   «Amici, dove state andando?   Allora, amici, dove state andando?»


venerdì 2 settembre 2022

di notte le emozioni sembrano più intense




https://www.facebook.com/226429794072240/photos/a.538309482884268/5258498040865365/



Un ragazzo di 24 anni guardando attraverso la finestra del bus gridò:

"Papà guarda, gli alberi ci vengono incontro! "

Il padre alzò lo sguardo, lo guardò e sorrise.

Una giovane coppia seduta vicino rise per il comportamento infantile del ragazzo.

Il ragazzo tornò a esclamare: " Guarda papà, le nuvole ci seguono!"

La coppia non potè resistere e disse al padre del ragazzo:

" Perché non porta  suo figlio da un buon medico ?"

L'uomo sorrise e rispose: " Ci siamo appena stati, siamo usciti ora dall'ospedale. Mio figlio era cieco dalla nascita e oggi per la prima volta può vedere!"

OGNI persona ha una storia,

NON giudicatele!