sabato 4 giugno 2016

TYPIKON DELLA DOMENICA del Cieco Nato






Al Vespro del Sabato sera

Del cieco. Idiòmela. (Tono 2)

Il cieco nato diceva dentro di sé:* Sono forse nato privo di vista* per un peccato dei miei genitori?*
O sono forse nato così a significare l’incredulità delle genti?* Non sono nemmeno in grado di capire*
se è notte o giorno.* I miei piedi non reggono urtando contro i sassi:* non vedo infatti risplendere il
sole,* né vedo nella sua immagine colui che mi ha plasmato.* Ma io ti prego, o Cristo Dio,* rivolgi su di
me lo sguardo e abbi pietà di me. (2 volte)

Tono 2.

Mentre usciva dal tempio,* Gesù, passando, trovò un uomo cieco dalla nascita.* Preso da
compassione* spalmò di fango i suoi occhi e disse:* Va’, lavati alla piscina di Siloe,* e una volta lavato,
recupera la vista,* rendendo gloria a Dio. E i consanguinei del cieco gli dicevano:* Chi ha aperto le tue
pupille* che nessuno dei vedenti può sanare?* Ed egli esclamava:* Un uomo chiamato Gesù* è colui
che mi ha detto:* Lavati alla piscina di Siloe,* ed io ho recuperato la vista.* Egli è veramente* colui di

cui ha parlato Mosè nella Legge,* il Cristo Messia:* ed è il Salvatore delle anime nostre.


Al Mattutino 

Kondàkion. (Tono 4) 

Vengo verso di te, o Cristo,* con gli occhi dell’anima ottenebrati,* come il cieco nato,* gridando a te 
nel mio pentimento:* Tu sei per chi è nelle tenebre* la luce fulgidissima. 


Ikos. 

Donami, o Cristo,* il fiume dell’ineffabile sapienza* e della scienza che viene dall’altof
,* o luce di 
quanti sono nelle tenebre* e guida degli erranti,* affinché io esponga ciò che ha insegnato* il divino 
libro del vangelo della paceg
,* e cioè il prodigio operato nel cieco.* Costui, infatti,* cieco dalla nascita,* 
ottiene gli occhi sensibili* e quelli dell’anima,* e acclama con fede:* Tu sei per chi è nelle tenebre* la luce fulgidissima

Sinassario

Questo stesso giorno, domenica sesta dopo la pasqua, festeggiamo il prodigio del Signore, Dio e 
Salvatore nostro per il cieco nato. 

Stichi. 

Elargitore di luce, tu che sei luce da luce, 
doni gli occhi al cieco nato, o Verbo. 

Per la tua sconfinata misericordia, o Cristo datore di luce, Dio nostro, abbi pietà di noi e salvaci. 
Amin.

Alla Divina Liturgia

Atti 16,16-34

Paolo e Sila in prigione

16 Mentre andavamo al luogo di preghiera, incontrammo una serva posseduta da uno spirito di divinazione. Facendo l'indovina, essa procurava molto guadagno ai suoi padroni. 17 Costei, messasi a seguire Paolo e noi, gridava: «Questi uomini sono servi del Dio altissimo, e vi annunciano la via della salvezza». 18 Così fece per molti giorni; ma Paolo, infastidito, si voltò e disse allo spirito: «Io ti ordino, nel nome di Gesù Cristo, che tu esca da costei». Ed egli uscì in quell'istante.
19 I suoi padroni, vedendo che la speranza del loro guadagno era svanita, presero Paolo e Sila e li trascinarono sulla piazza davanti alle autorità; 20 e, presentatili ai pretori, dissero: «Questi uomini, che sono Giudei, turbano la nostra città, 21 e predicano riti che a noi Romani non è lecito accettare né praticare». 22 La folla insorse allora contro di loro; e i pretori, strappate loro le vesti, comandarono che fossero battuti con le verghe. 23 E, dopo aver dato loro molte vergate, li cacciarono in prigione, comandando al carceriere di sorvegliarli attentamente. 24 Ricevuto tale ordine, egli li rinchiuse nella parte più interna del carcere e mise dei ceppi ai loro piedi.

Conversione del carceriere di Filippi

25 Verso la mezzanotte Paolo e Sila, pregando, cantavano inni a Dio; e i carcerati li ascoltavano. 26 A un tratto, vi fu un gran terremoto, la prigione fu scossa dalle fondamenta; e in quell'istante tutte le porte si aprirono, e le catene di tutti si spezzarono. 27 Il carceriere si svegliò e, vedute tutte le porte del carcere spalancate, sguainò la spada per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. 28 Ma Paolo gli gridò ad alta voce: «Non farti del male, perché siamo tutti qui». 29 Il carceriere, chiesto un lume, balzò dentro e, tutto tremante, si gettò ai piedi di Paolo e di Sila; 30 poi li condusse fuori e disse: «Signori, che debbo fare per essere salvato?» 31 Ed essi risposero: «Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia». 32 Poi annunciarono la Parola del Signore a lui e a tutti quelli che erano in casa sua. 33 Ed egli li prese con sé in quella stessa ora della notte, lavò le loro piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi. 34 Poi li fece salire in casa sua, apparecchiò loro la tavola, e si rallegrava con tutta la sua famiglia, perché aveva creduto in Dio





Giovanni 9,1-41

Gesù guarisce un uomo cieco fin dalla nascita

1 Passando vide un uomo, che era cieco fin dalla nascita. 2 I suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: «Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?» 3 Gesù rispose: «Né lui ha peccato, né i suoi genitori; ma è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui. 4 Bisogna che io compia le opere di colui che mi ha mandato mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare. 5 Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo».
6 Detto questo, sputò in terra, fece del fango con la saliva e ne spalmò gli occhi del cieco, 7 e gli disse: «Va', làvati nella vasca di Siloe» (che significa «mandato»). Egli dunque andò, si lavò, e tornò che ci vedeva. 8 Perciò i vicini e quelli che l'avevano visto prima, perché era mendicante, dicevano: «Non è questo colui che stava seduto a chieder l'elemosina?» 9 Alcuni dicevano: «È lui». Altri dicevano: «No, ma gli somiglia». Egli diceva: «Sono io». 10 Allora essi gli domandarono: «Com'è che ti sono stati aperti gli occhi?» 11 Egli rispose: «Quell'uomo che si chiama Gesù fece del fango, me ne spalmò gli occhi e mi disse: "Va' a Siloe e làvati". Io quindi sono andato, mi sono lavato e ho ricuperato la vista». 12 Ed essi gli dissero: «Dov'è costui?» Egli rispose: «Non so».


13 Condussero dai farisei colui che era stato cieco. 14 Or era in giorno di sabato che Gesù aveva fatto il fango e gli aveva aperto gli occhi. 15 I farisei dunque gli domandarono di nuovo come egli avesse ricuperato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». 16 Perciò alcuni dei farisei dicevano: «Quest'uomo non è da Dio perché non osserva il sabato». Ma altri dicevano: «Come può un peccatore fare tali miracoli?» E vi era disaccordo tra di loro. 17 Essi dunque dissero di nuovo al cieco: «Tu, che dici di lui, poiché ti ha aperto gli occhi?» Egli rispose: «È un profeta».
18 I Giudei però non credettero che lui fosse stato cieco e avesse ricuperato la vista, finché non ebbero chiamato i genitori di colui che aveva ricuperato la vista, 19 e li ebbero interrogati così: «È questo vostro figlio che dite esser nato cieco? Com'è dunque che ora ci vede?» 20 I suoi genitori risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; 21 ma come ora ci veda, non sappiamo, né sappiamo chi gli abbia aperto gli occhi; domandatelo a lui; egli è adulto, parlerà lui di sé». 22 Questo dissero i suoi genitori perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che se uno riconoscesse Gesù come Cristo, fosse espulso dalla sinagoga. 23 Per questo i suoi genitori dissero: «Egli è adulto, domandatelo a lui».
24 Essi dunque chiamarono per la seconda volta l'uomo che era stato cieco, e gli dissero: «Da' gloria a Dio! Noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore». 25 Egli rispose: «Se egli sia un peccatore, non so; una cosa so, che ero cieco e ora ci vedo». 26 Essi allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti aprì gli occhi?» 27 Egli rispose loro: «Ve l'ho già detto e voi non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare suoi discepoli anche voi?» 28 Essi lo insultarono e dissero: «Sei tu discepolo di costui! Noi siamo discepoli di Mosè. 29 Noi sappiamo che a Mosè Dio ha parlato; ma in quanto a costui, non sappiamo di dove sia». 30 L'uomo rispose loro: «Questo poi è strano: che voi non sappiate di dove sia; eppure mi ha aperto gli occhi! 31 Si sa che Dio non esaudisce i peccatori; ma se uno è pio e fa la volontà di Dio, egli lo esaudisce. 32 Da che mondo è mondo non si è mai udito che uno abbia aperto gli occhi a uno nato cieco. 33 Se quest'uomo non fosse da Dio, non potrebbe fare nulla». 34 Essi gli risposero: «Tu sei tutto quanto nato nel peccato e insegni a noi?» E lo cacciarono fuori.


35 Gesù udì che lo avevano cacciato fuori; e, trovatolo, gli disse: «Credi nel Figlio dell'uomo?» 36 Quegli rispose: «Chi è, Signore, perché io creda in lui?» 37 Gesù gli disse: «Tu l'hai già visto; è colui che parla con te, è lui». 38 Egli disse: «Signore, io credo». E l'adorò.
39 Gesù disse: «Io sono venuto in questo mondo per fare un giudizio, affinché quelli che non vedono vedano, e quelli che vedono diventino ciechi». 40 Alcuni farisei, che erano con lui, udirono queste cose e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?» 41 Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: "Noi vediamo", il vostro peccato rimane.

sabato 28 maggio 2016

Domenica della Samaritana



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APOSTOLO



Dagli Atti degli Apostoli 11,19-30



19 Quelli dunque ch'erano stati dispersi dalla persecuzione avvenuta a motivo di Stefano, passarono fino inFenicia, in Cipro e in Antiochia, non annunziando la Parola ad alcuno, se non ai Giudei soltanto. 20 Ma alcuni di loro, che erano Ciprioti e Cirenei, venuti in Antiochia, si misero a parlare anche ai Greci, annunziando il Signor Gesù. 21 E la mano del Signore era con loro; e gran numero di gente, avendo creduto, si convertì al Signore. 22 E la notizia del fatto venne agli orecchi della chiesa ch'era in Gerusalemme; onde mandarono Barnaba fino ad Antiochia. 23 Ed esso, giunto là e veduta la grazia di Dio, si rallegrò, e li esortò tutti ad attenersi al Signore con fermo proponimento di cuore, 24 poiché egli era un uomo dabbene, e pieno di Spirito Santo e di fede. E gran moltitudine fu aggiunta al Signore. 25 Poi Barnaba se ne andò a Tarso, a cercar Saulo; e avendolo trovato, lo menò ad Antiochia. 26 E avvenne che per lo spazio d'un anno intero parteciparono alle raunanze della chiesa, ed ammaestrarono un gran popolo; e fu in Antiochia che per la prima volta i discepoli furon chiamati Cristiani. 27 Or in que' giorni, scesero de' profeti da Gerusalemme ad Antiochia. 28 E un di loro, chiamato per nome Agabo, levatosi, predisse per lo Spirito che ci sarebbe stata una gran carestia per tutta la terra; ed essa ci fu sotto Claudio. 29 E i discepoli determinarono di mandare, ciascuno secondo le sue facoltà, una sovvenzione ai fratelli che abitavano in Giudea, 30 il che difatti fecero, mandandola agli anziani, per mano di Barnaba e di Saulo.



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VANGELO




Dal Vangelo di Giovanni 4,5-42




Giunse pertanto ad una città della Samaria chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio:  qui c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno.  Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: «Dammi da bere».  I suoi discepoli infatti erano andati in città a far provvista di cibi. Ma la Samaritana gli disse: «Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani.  Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva».  Gli disse la donna: «Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?».  Rispose Gesù: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete;  ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna».  «Signore, gli disse la donna, dammi di quest'acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua».  Le disse: «Va' a chiamare tuo marito e poi ritorna qui».  Rispose la donna: «Non ho marito». Le disse Gesù: «Hai detto bene "non ho marito"; infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replicò la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».  Gesù le dice: «Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre.  Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori.  Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità».  Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia (cioè il Cristo): quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa».  Le disse Gesù: «Sono io, che ti parlo».


 In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli disse: «Che desideri?», o: «Perché parli con lei?».  La donna intanto lasciò la brocca, andò in città e disse alla gente:  «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?».  Uscirono allora dalla città e andavano da lui.
 Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose: «Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete».  E i discepoli si domandavano l'un l'altro: «Qualcuno forse gli ha portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera.  Non dite voi: Ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: Levate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura.  E chi miete riceve salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché ne goda insieme chi semina e chi miete.  Qui infatti si realizza il detto: uno semina e uno miete.  Io vi ho mandati a mietere ciò che voi non avete lavorato; altri hanno lavorato e voi siete subentrati nel loro lavoro».

 Molti Samaritani di quella città credettero in lui per le parole della donna che dichiarava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto».  E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregarono di fermarsi con loro ed egli vi rimase due giorni.  Molti di più credettero per la sua parola  e dicevano alla donna: «Non è più per la tua parola che noi crediamo; ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».



Doxastikon del Vespro:
"Presso il pozzo di Giacobbe Gesù trovò la samaritana e chiese a lei un po' d'acqua,lui che copre di nubi la terra. O prodigio! Colui che è portato dai cherubini parla con una donna fornicatrice;chiede dell'acqua colui che ha sospeso la terra sulle acque,colui che effonde le acque di fonti e stagni. Questo fa per attirare colei che era divenuta preda dell'ostile avversario,e far bere un'acqua di vita a colei che paurosamente bruciava tra le sue azioni indegne:perché egli solo è compassionevole e filantropo."





Idiòmela

(tono 1) 
Sei venuto alla fonte all’ora sesta,* o fonte dei 

prodigi,* per ridare vita a 
un frutto di Eva.* A quell’ora, infatti,Eva era uscita
 dal paradiso,* per 
l’inganno del serpente.* Venne dunque la samaritana ad
 attingere acqua.* 
Vedendola le disse il Salvatore:* Dammi acqua da bere
,* e io ti riempirò di 
acqua zampillante.* Allora questa donna di senno corse 
in città e subito 
diede l’annuncio alla gente:* Venite a vedere il 
Cristo Signore,* il Salvatore 
delle anime nostre

mercoledì 27 aprile 2016

lavanda dei Piedi al Grande Giovedi






Grande e Santo Giovedi alla Lavanda dei Piedi

alla Lavanda
secondo Giovanni (13, 3-17)
(I) In quel tempo, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che da Dio era uscito e presso Dio tornava, Gesù si alza dalla cena, depone le vesti e, preso un asciugatoio, cinse se stesso. Poi mette acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio con cui era cinto. Viene dunque da Simon Pietro e questi gli dice: "Signore, tu lavi i miei piedi?" Rispose Gesù e gli disse: "Quel che io faccio, tu ora non sai, ma lo conoscerai dopo queste cose". Gli dice Simon Pietro: "Non laverai i piedi in eterno!" Gli rispose Gesù: "Se non ti lavo, non hai parte con me". Gli dice Simon Pietro: "Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e la testa!" Gli dice Gesù: "Chi ha fatto il bagno non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti".
Sapeva infatti chi lo consegnava; per questo disse: "Non tutti siete puri".
(II) Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: "Capite cosa vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. In verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato. Se queste cose capite, siete beati se le farete".

(II) Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: "Capite cosa vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. In verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato. Se queste cose capite, siete beati se le farete".
 
 
Mattutino del Giovedi Santo
Mentre i gloriosi discepoli venivano illuminati con la lavanda della cena, ecco che l’empio Giuda, malato di avarizia, si ottenebrava; e consegnava a giudici iniqui te, il giusto Giudice. Vedi come l’amante del denaro proprio per questo finisce impiccato; fuggi anima insaziabile che tanto ha osato contro il Maestro. O tu, buono con tutti, Signore, gloria a te
 
 
 
 

Grande e Santo Giovedi Vangelo alla Divina Liturgia



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Grande e Santo Giovedi Vangelo alla Divina Liturgia
secondo Matteo (26, 2-20. Gv 13, 3-17. Mt 26, 21-39. Lc 22, 43-44. Mt 26, 40 - 27, 5)
 


Il Signore ha detto ai suoi discepoli: "Sapete che tra due giorni c'è la pasqua, e il Figlio dell'Uomo sarà consegnato per essere crocifisso". Allora i sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote chiamato Kaiafa e tennero il Consiglio per prendere con inganno Gesù e ucciderlo. Dicevano però: "Non durante la festa, perché non ci sia tumulto tra il popolo". Mentre Gesù si trovava a Betania, in casa di Simone il lebbroso, gli si avvicinò una donna con un vaso di alabastro di unguento molto prezioso, e glielo versò sul capo mentre lui stava a mensa. I discepoli vedendo ciò si sdegnarono e dissero: "Perché questo spreco? Quest'unguento lo si poteva vendere caro, e dare ai poveri!" Ma Gesù, accortesene, disse loro: "Perché date fastidio alla donna? Essa ha fatto una cosa bella per me. I poveri infatti li avete sempre con voi, me, invece, non sempre mi avete. Versando quest'unguento sul mio corpo, lo ha fatto per la mia sepoltura. In verità vi dico: dovunque sarà predicato questo vangelo, nel mondo intero, sarà detto anche ciò che essa ha fatto, in memoriale per lei". Allora uno dei dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti e disse: "Che mi volete dare perché io ve lo consegni?" E quelli allora stabilirono per lui trenta pezzi d'argento. Da quel momento cercava il momento favorevole per consegnarlo. Il primo giorno degli azzimi si avvicinarono a Gesù i discepoli, dicendo: "Dove vuoi che ti prepariamo per mangiare la pasqua?" Egli allora disse: "Andate in città dal tale e ditegli: Il Maestro dice: Il tempo è vicino; faccio Pasqua da te insieme ai miei discepoli". E i discepoli fecero come aveva ordinato loro Gesù e prepararono la pasqua. Venuta sera, sedeva a mensa con i dodici. Sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che da Dio era uscito e presso Dio tornava, Gesù si alza dalla cena, depone le vesti e, preso un asciugatoio, cinse se stesso. Poi mette acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio con cui era cinto. Viene dunque da Simon Pietro e questi gli dice: "Signore, tu lavi i miei piedi?" Rispose Gesù e gli disse: "Quel che io faccio, tu ora non sai, ma lo conoscerai dopo queste cose". Gli dice Simon Pietro: "Non mi laverai i piedi, in eterno!" Gli rispose Gesù: "Se non ti lavo, non hai parte con me". Gli dice Simon Pietro: "Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e la testa!" Gli dice Gesù: "Chi ha fatto il bagno non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti".
Sapeva infatti chi lo consegnava; per questo disse: "Non tutti siete puri". Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: "Capite cosa vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. In verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato. Se queste cose capite, siete beati se le farete". Mentre mangiavano, Gesù disse: "In verità vi dico che uno di voi mi consegnerà". Ed essi, molto rattristati, cominciarono a dirgli l'uno dopo l'altro: "Forse sono io, Signore?" Egli allora rispose e disse: "Chi intinge la mano con me nel piatto, questi mi consegnerà. Il Figlio dell'Uomo va, come è scritto di lui; guai però a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene consegnato. Era ben per lui se non fosse nato quell'uomo". Rispose allora Giuda, il suo traditore, e chiese: "Forse sono io, Ravvì?" Dice a lui: "Tu hai parlato". Mentre mangiavano, Gesù prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e lo diede ai discepoli, dicendo: "Prendete, mangiate, questo è il mio corpo". Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: "Bevetene tutti; questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti in remissione dei peccati. Io vi dico: Non berrò di questo frutto della vite da ora fino al giorno in cui lo berrò con voi nuovo, nel regno del Padre mio". Dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il Monte degli Ulivi. Allora Gesù dice loro: "Questa notte tutti voi sarete scandalizzati in me; sta scritto infatti: Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge: ma dopo che io sarò risuscitato, vi precederò in Galilea". Rispose allora Pietro e gli disse: "Se tutti saranno scandalizzati in te, io non sarò mai scandalizzato". Gli disse Gesù: "In verità ti dico che questa notte, prima che gallo canti, mi rinnegherai tre volte". Gli dice Pietro: "Anche se dovessi morire con te, non rinnegherò". Lo stesso dissero tutti i discepoli. Allora Gesù viene con loro in un podere chiamato Gethsemani e dice ai discepoli: "Sedete qui mentre io vado là a pregare". Presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a rattristarsi ed essere angosciato. Allora dice loro: "La mia anima è triste fino alla morte; rimanete qui e vegliate con me". Andato un poco avanti, cadde faccia a terra e pregava dicendo: "Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice; però non come voglio io ma come vuoi tu". Gli apparve allora un angelo al cielo che lo confortava. E giunto al combattimento, più intensamente pregava: il suo sudore divenne come grumi di sangue che cadevano sulla terra. Alzatosi dalla preghiera, viene dai discepoli e, trovatili addormentati, dice a Pietro: "Così non siete stati capaci di vegliare una sola ora con me? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione. Sì, lo spirito è pronto, ma la carne è debole!" Si allontanò di nuovo, per una seconda volta, e pregò dicendo: "Padre mio, se esso non può passare senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà". Ritornato di nuovo, li trovò addormentati; i loro occhi, infatti, erano appesantiti. Lasciatili, se ne andò di nuovo e per la terza volta pregò ripetendo le stesse parole. Quindi viene dai discepoli e dice loro: "Dormite ormai e riposate. Ecco, l'ora è vicina e il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani degli empi. Alzatevi, andiamo! Ecco, è vicino chi mi consegna". Stava ancora parlando, ed ecco arriva Giuda, uno dei dodici, insieme a molta folla con coltelli e bastoni, da parte dei sommi sacerdoti e degli anziani del popolo. Chi lo consegnava aveva dato loro un segno, dicendo: "Chi bacerò, è lui: prendetelo". Subito si avvicinò a Gesù e gli disse: "Salve, Ravvì!" E lo baciò. E Gesù a lui: "Compagno, perché sei qui?" Allora si avvicinarono, misero le mani su Gesù e lo presero. Ed ecco, uno di quelli con Gesù, stese la mano e tirò fuori il coltello; colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l'orecchio. Allora Gesù gli dice: "Metti il coltello al suo posto; chi prende il coltello, nuore di coltello. Ritieni che non posso supplicare mio Padre, e che non metterebbe subito accanto a me più di dodici legioni di angeli? Ma allora come si compirebbero le Scritture secondo le quali così deve accadere?" In quell'ora Gesù disse alle folle: "Come contro un brigante siete usciti con lame e bastoni per catturarmi? Ogni giorno ero seduto nel tempio a insegnare e non mi avete preso. Tutto ciò è accaduto perché si compiano le Scritture dei profeti". Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono. Quelli che avevano preso Gesù, lo condussero dal sommo sacerdote Kaiafa, presso il quale erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro lo seguiva da lontano fin nel cortile del sommo sacerdote, ed essendo entrato dentro sedeva con i servi per vedere la fine. I sommi sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una falsa testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non trovarono pur essendo venuti molti falsi testimoni. Infine vennero due a dire: "Costui ha detto: posso distruggere il tempio di Dio e riedificarlo in tre giorni". Si alzò il sommo sacerdote e gli disse: "Non rispondi niente? Cosa testimoniano contro di te?" Ma Gesù taceva. Il sommo sacerdote gli disse: "Ti scongiuro per il Dio vivente: di' a noi se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio!" Gesù gli dice: "Tu l'hai detto che Io Sono; anzi vi dico che da ora vedrete il Figlio dell'uomo seduto a destra della Potenza, mentre viene sulle nubi del cielo". Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: "Ha bestemmiato! Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco: ora avete udito la bestemmia! Che vi pare?" Essi allora risposero dicendo: "E' reo di morte!" E gli sputarono in faccia, e lo schiaffeggiarono; alcuni poi lo bastonarono dicendo: "Profetizza, Cristo: chi ti ha colpito?" Pietro se ne stava seduto fuori, nel cortile. Gli si avvicinò una serva e disse: "Anche tu eri con Gesù il Galileo!" Ma egli negò davanti a tutti, dicendo: "Non so cosa dici". Uscito nell'atrio, lo vide un'altra serva che dice ai presenti: "Costui era con Gesù il Nazoreo!" E di nuovo negò giurando: "Non conosco l'uomo!" Dopo un poco gli astanti si avvicinarono e dissero a Pietro: "E' vero, anche tu sei dei loro; infatti la tua parlata ti fa scoprire". Allora cominciò a imprecare e a giurare: "Non conosco l'uomo!" E subito il gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola di Gesù che aveva detto: "Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte". E uscito fuori pianse amaramente. Venuto il mattino, tutti i sommi sacerdoti e gli anziani tennero il Consiglio contro Gesù per metterlo a morte. Dopo averlo legato, lo condussero e lo consegnarono al governatore Pilato.
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domenica 24 aprile 2016

Grande e Santo Lunedi-Ufficio dello Sposo





Ecco, lo Sposo viene nel mezzo della notte. Beato il servo che Egli troverà desto; indegno, invece, colui che troverà ozioso. Bada, anima mia, di non lasciarti prendere dal sonno, per non essere consegnata alla morte ed esclusa dal Regno. Rientra in te stessa ed esclama: Santo, santo, santo sei, o Dio, per l'intercessione della Madre di Dio, abbi pietà di noi.


Kondakion. Tono 8
Piangeva Giacobbe la perdita di Giuseppe, mentre quel forte sedeva sul cocchio, onorato come re: non essendosi reso schiavo, delle voglie dell’egiziana, era stato in cambio glorificato da colui che vede i cuori degli uomini e assegna la corona incorruttibile.
 
 

 Vedo pronta la tua camera nuziale, o Salvatore, ma non ho l'abito per potervi entrare. Rendi splendente la veste dell'anima mia, o Datore di luce, e salvami.



 Al Mattutino del Lunedi Santo

"Quando il Signore stava andando alla Sua volontaria Passione, lungo la strada Egli disse ai Suoi Apostoli: Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e il Figlio dell'Uomo sarà innalzato come è scritto di Lui
 Venite, dunque, e accompagnateci con Lui, con la mente purificata dai piaceri di questa vita, e facciamoci crocifiggere e moriamo con Lui, per così poter vivere con Lui, e poterlo ascoltare mentre ci dice: ora io vado, non alla Gerusalemme terrena, per soffrire, ma fino al Padre mio e Padre vostro e Dio mio e Dio vostro, e vi raccoglierò nella Gerusalemme celeste, nel Regno dei Cieli…
 

Matteo 21,18-43

 

 


18 La mattina, tornando in città, ebbe fame. 19 E, vedendo un fico sulla strada, gli si accostò, ma non vi trovò altro che foglie; e gli disse: «Mai più nasca frutto da te, in eterno». E subito il fico si seccò. 20 I discepoli, veduto ciò, si meravigliarono, dicendo: «Come mai il fico è diventato secco in un attimo?» 21 Gesù rispose loro: «Io vi dico in verità: Se aveste fede e non dubitaste, non soltanto fareste quello che è stato fatto al fico; ma se anche diceste a questo monte: "Togliti di là e gettati nel mare", sarebbe fatto. 22 Tutte le cose che domanderete in preghiera, se avete fede, le otterrete».







23 Quando giunse nel tempio, i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo si accostarono a lui, mentre egli insegnava, e gli dissero: «Con quale autorità fai tu queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?» 24 Gesù rispose loro: «Anch'io vi farò una domanda; se voi mi rispondete, vi dirò anch'io con quale autorità faccio queste cose. 25 Il battesimo di Giovanni, da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?» Ed essi ragionavano tra di loro: «Se diciamo: "dal cielo", egli ci dirà: "Perché dunque non gli credeste?" 26 Se diciamo: "dagli uomini", temiamo la folla, perché tutti ritengono Giovanni un profeta». 27 Risposero dunque a Gesù: «Non lo sappiamo». E anch'egli disse loro: «E neppure io vi dico con quale autorità faccio queste cose.


28 «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si avvicinò al primo e gli disse: "Figliolo, va' a lavorare nella vigna oggi". 29 Ed egli rispose: "Vado, signore"; ma non vi andò. 30 Il padre si avvicinò al secondo e gli disse la stessa cosa. Egli rispose: "Non ne ho voglia"; ma poi, pentitosi, vi andò. 31 Quale dei due fece la volontà del padre?» Essi gli dissero: «L'ultimo». E Gesù a loro: «Io vi dico in verità: I pubblicani e le prostitute entrano prima di voi nel regno di Dio. 32 Poiché Giovanni è venuto a voi per la via della giustizia, e voi non gli avete creduto; ma i pubblicani e le prostitute gli hanno creduto; e voi, che avete visto questo, non vi siete pentiti neppure dopo per credere a lui.


33 «Udite un'altra parabola: C'era un padrone di casa, il quale piantò una vigna, le fece attorno una siepe, vi scavò una buca per pigiare l'uva e vi costruì una torre; poi l'affittò a dei vignaiuoli e se ne andò in viaggio. 34 Quando fu vicina la stagione dei frutti, mandò i suoi servi dai vignaiuoli per ricevere i frutti della vigna. 35 Ma i vignaiuoli presero i servi e ne picchiarono uno, ne uccisero un altro e un altro lo lapidarono. 36 Da capo mandò degli altri servi, in numero maggiore dei primi; ma quelli li trattarono allo stesso modo. 37 Finalmente, mandò loro suo figlio, dicendo: "Avranno rispetto per mio figlio". 38 Ma i vignaiuoli, veduto il figlio, dissero tra di loro: "Costui è l'erede; venite, uccidiamolo, e facciamo nostra la sua eredità". 39 Lo presero, lo cacciarono fuori della vigna e l'uccisero. 40 Quando verrà il padrone della vigna, che farà a quei vignaiuoli?» 41 Essi gli risposero: «Li farà perire malamente, quei malvagi, e affiderà la vigna ad altri vignaiuoli i quali gliene renderanno il frutto a suo tempo».
42 Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
"La pietra che i costruttori hanno rifiutata
è diventata pietra angolare;
ciò è stato fatto dal Signore,
ed è cosa meravigliosa agli occhi nostri
"?
43 Perciò vi dico che il regno di Dio vi sarà tolto, e sarà dato a gente che ne faccia i frutti
.



Rimandi di riflessione senza problema alcuno

http://www.rocciadibelpasso.it/settimanasanta.htm

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