mercoledì 29 gennaio 2020

30 Gennaio Memoria del nostro Padre tra i Santi Ippolito Vescovo di Roma




Troparion — Tone 4


Your holy martyrs, O Lord, / through their sufferings have received incorruptible crowns from You, our God. / For having Your strength, they laid low their adversaries, / and shattered the powerless boldness of demons. / Through their intercessions, save our souls!


Letture bibliche per la Divina Liturgia

Ap. Evrei 13, 7-16


Ev. Matei 5, 14-19


Letture bibliche per la "feria" del 30 Gennaio

Ap. Iacov 4, 7-17; 5, 1-9


Ev. Marcu 11, 22-26

giovedì 19 dicembre 2019

Un sommesso dono fraterno ai cristiani di tradizione occidentale per il comune periodo di Avvento verso la Santa Bella e Buona Nascita di Cristo Dio


Risultati immagini per foto ed immagini di ERO CRAS


http://www.familiachristi.org/novena-tradizionale-natale-antifone-inni/

Nei nove giorni che precedono la Solennità del Natale del Signore Gesù Cristo, si recita la Novena Natalizia tradizionale in latino che, a differenza delle altre novene, ha una struttura tutta sua 

Dopo un consueto inno di apertura a scelta, durante il quale ha luogo la solenne processione d’ingresso dei ministri, ha inizio il canto delle 9 profezie sulla venuta del Salvatore, ciascuna introdotta dal celebre invitatorio:
Regem venturu Dominum venite adoremus
Il Re Signore sta per venire, venite adoriamo

A seguire i testi in latino delle Profezie con relative traduzioni:

1) Jucundare filia Sion et exulta satis, filia Jerusalem: ecce Dominus veniet, et erit in die illa lux magna, et stillabunt montes dulcedimen, et colles fluent lac et mel, quia veniet Propheta magnus, et ipse renovabit Jerusalem
Rallegrati, figlia di Sion, esulta figlia di Gerusalemme: ecco il Signore verrà, ed in quel giorno ci sarà gran luce, e i monti stilleranno dolcezza, e dai colli scorrerà latte e miele, perché verrà un gran profeta che rinnoverà Gerusalemme
2) Ecce veniet Deus, et homo de domo David sedere in throno, et videbitis, et gaudebit cor vestrum
Ecco dalla casa di Davide verrà il Dio Uomo a sedersi sul trono, vedrete, e godrà il vostro cuore
3) Ecce veniet Dominus protector noster, Santctus Israel, coronam regni habens in capite suo, et dominabitur a mari usque ad mare, et a flumine usque ad terminos orbis terrarum
Ecco viene il Signore nostro protettore, il Santo di Israele, portando in capo la corona regale, e dominerà da un mare all’altro, e dal fiume fino agli estremi confini della Terra.
4) Ecce apparebit Dominus, et non mentietur: si moram fecerit expecta eum, quia veniet et non tardabit
Ecco apparirà il Signore e non mancherà di parola: se indugerà attendilo, perché verrà e non indugerà.
5) Descendet Dominus sicut pluvia in vellus: orietur in diebus ejus justitia, et abundatia pacis, et adorabunt eum omnes reges terrae, omnes gentes servient ei
Il Signore discenderà come la pioggia sul vello: in quei giorni spunterà la giustizia e l’abbondanza della pace: tutti i re della terra lo adoreranno e i popoli lo serviranno.
6) Nascetur nobis parvulus, et vocabitur Deus fortis: ipse sedebit super thronum David patris sui, et imperabit, cujus potestas super humerum ejus
Nascerà per noi un bambino, e sarà chiamato Dio forte: egli siederà sul trono di Davide suo padre la cui potesta è sulle sue spalle e dominerà.
7) Bethlehem, civitas Dei summi, exte exiet Dominator Israel, et egressus ejus sicut a principio dierum aeternitatis, et magnificabitur in medio universae terrae, et pax erit in terra nostra dum venerit
Betlemme, città del sommo Dio, da te nascerà il dominatore di Israele, la sua nascita risale al principio dei giorni dell’eternità, e sarà glorificato in mezzo a tutta la terra, e quando egli sarà venuto, vi sarà la pace sulla nostra terra.
Le profezie seguenti si recitano solo per la vigilia di Natale:
8) Crastina die delebitur iniquitas terrae, et regnabit super nos Salvatore mundi
Domani sarà cancellata la colpa dalla Terra e regnerà su di noi il Salvatore del mondo
9) Prope est jam Dominus. Venite adoremus
Il Signore è vicino venite adoriamo


Segue il cosiddetto polisalmo, una sorta di compendio delle più trepidanti invocazioni scritturistiche riguardanti la venuta del Salvatore.
Laetentur coeli et exultet terra, jubilate montes laudem
Eumapant montes jucunditatem, et colles justitiam
Quia Dominus noster veniet, et pauperum suorum miserebitur
Rorate coeli desuper et nubes pluant justum, aperiatur terra et germinet salvatorem,
Memento nostri Domine, et visita nos in salutari tuo
Ostende nobis Domine misericordiam tuam, et salutare tuum da nobis
Emitte agnum Domine dominatore terrae, de petra deserti ad montem filiae Sion
Veni ad liberandum nos Domine Deus virtutum, ostende faciem tuam et salvierimus
Veni Domine visitare nos in pace, ut laetemur coram te corde perfecto
Ut cognoscamus Domine in terram viam tuam, in omnibus gentibus salutare tuum
Excita Domine potentiam tuam et veni, ut salvos facias nos
Veni Domine et noli tardare, relaxa facinora plebi tuae
Utinam dirumperes coelos et descenderes, a facie tua montes defluerent
Veni et ostende nobis faciem tuam Domine, qui sedes super cherubim
Gloria Patri et Filio, et Spiritui Sancto
Sicut erat in principio et nunc et semper, et in saecula saeculorum. Amen
Gioscano i Cieli ed esulti la terra, cantate o monti una lode
Prorompano giocondità i monti ed i colli la giustizia
Perché verrà il Nostro Signore e avrà misericordia dei suoi poveri
Stillate o celi dall’alto e le nubi piovano il giusto, si apra la terra e germogli il Salvatore
Ricordati di noi Signore e visitaci con la tua salvezza
Dimostraci Signore la tua misericordia e donaci la tua redenzione
Manda o Signore l’Agnello dominatore della terra, dalla pietra del deserto al monte della figlia di Sion
Vieni a liberarci o Signore Dio delle virtù, mostraci il tuo volto e noi saremo salvi
Vieni o Signore a visitarci nella pace, affinché ci rallegriamo al tuo cospetto con cuore sincero
Affinché si conosca Signore sulla terra la tua via, fra tutte le genti la tua salvezza
Ridesta Signore la tua potenza e vieni, affinché siamo resi salvi
Vieni Signore e non tardare, perdona i delitti del tuo popolo
Potessi squarciare i celi e discendere, davanti a te i monti si scioglierebbero
Vieni e mostraci il tuo volto Signore, tue che siedi al di sopra dei cherubini
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo
Come era nel principio ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen


Al termine del Polisalmo, il celebrante accompagnato dai due candelieri, canta in tono di capitolo la lettura breve:

Præcúrsor pro nobis ingréditur Agnus sine Mácula, secúndum órdinem Melchísedech, Póntifex factus in ætérnum, et in seculum seculi. Ipse est Rex justítiæ cujus generátio non habet finem.
Avanza per noi il Precursore, l’Agnello senza macchia, secondo l’ordine di Melchisedech, fatto Pontefice in eterno e nei secoli dei secoli. Egli è il Re della giustizia e la sua generazione non ha fine. Rendiamo grazie a Dio.

E’ la volta quindi dell’inno “En clara vox redarguit” di cui qui sotto riportiamo il testo:


En clara vox redarguit, Obscura quaeque personans:
Procul fugentus somnia, Ad alto Jesus promicat.
En Agnus ad nos mittitur Laxare gratis debitum:
Omnes simul cum lacrymis precèmur indulgentiam.
Beatus auctor saeculi Servile corpus induit:
Ut carne carnem liberans ne perderet quos condidit.
Castae Parentis viscera Coelestis intrat gratia:
Venter puellae bajulat Secreta, quae non noverat.
Domus pudici pectoris Templum repente fit Dei,
Intacta nesciens virum, Concepit alvo filium.
Deo Patri sit Gloria Eiusque soli Filio,
Cum spiritu Paraclito, in saeculorum saecula. Amen
Echeggia una chiara voce facendo risuonare anche le cose oscure:
fuggano lontano i sonni, dall’alto splende Gesù.
Ecco l’Agnello viene mandato a noi per cancellare gratuitamente i nostri debiti:
con le lacrime agli occhi, tutti insieme imploriamo il suo perdono.
L’autore del mondo ha vestito il corpo del servo:
affinché liberando la carne nostra, per mezzo della sua,
non perdesse quelli che aveva creato.
Nel seno della casta Madre entra la grazia celeste:
il ventre della fanciulla porta segreti che non conosceva.
L’abitazione del petto pudico improvvisamente diviene tempio di Dio;
immacolata non conoscendo uomo, concepisce nel seno il Figlio.
Sia gloria a Dio Padre ed al suo Unigenito Figlio,
con lo Spirito Consolatore, nei secoli dei secoli. Così sia.

Ecco che giungiamo al Magnificat preceduto e seguito dal canto dell’antifona. Durante il canto del Magnificat i ministri si recano all’altare e, fatte le dovute riverenze, lo incensano. Quindi vengono incensati gli stessi ministri ed i fedeli.

Considerando i nove giorni per i quali si protrae la preghiera, troviamo nove antifone diverse tra loro di cui la prima e l’ultima rispettivamente cantate in modo IV e in modo VIII fanno da cornice al cantico evangelico mariano (il Magnificat appunto) anch’esso cantato nei due rispettivi modi.

Magnificat

Magníficat *
ánima mea Dóminum,
et exsultávit spíritus meus *
in Deo salvatóre meo,
quia respéxit humilitátem ancíllæ suæ. *
Ecce enim ex hoc beátam me dicent
omnes generatiónes,
quia fecit mihi magna, qui potens est, *
et sanctum nomen eius,
et misericórdia eius in progénies et progénies *
timéntibus eum.
Fecit poténtiam in bráchio suo, *
dispérsit supérbos mente cordis sui;
depósuit poténtes de sede *
et exaltávit húmiles;
esuriéntes implévit bonis *
et dívites dimísit inánes.
Suscépit Israel púerum suum, *
recordátus misericórdiæ,
sicut locútus est ad patres nostros, *
Abraham et sémini eius in sæcula.
Glória Patri, et Fílio *
et Spirítui Sancto.
Sicut erat in princípio, et nunc et semper, *
et in sǽcula sæculórum.
Croce Amen.

sabato 30 novembre 2019

Typikòn della Divina Liturgia di Domenica 1 Dicembre 2019








Secondo il Tipikòn del Patriarcato di Romania   Domenica XVI dopo Pentecoste 

Lettura del testo Apostolico 

2Corinzi 6,1-10

Fedeltà e dedizione di Paolo al suo servizio

1 Come collaboratori di Dio, vi esortiamo a non ricevere la grazia di Dio invano; 2 poiché egli dice:
«Ti ho esaudito nel tempo favorevole,
e ti ho soccorso nel giorno della salvezza
».
Eccolo ora il tempo favorevole; eccolo ora il giorno della salvezza! 3 Noi non diamo nessun motivo di scandalo affinché il nostro servizio non sia biasimato; 4 ma in ogni cosa raccomandiamo noi stessi come servitori di Dio, con grande costanza nelle afflizioni, nelle necessità, nelle angustie, 5 nelle percosse, nelle prigionie, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni; 6 con purezza, con conoscenza, con pazienza, con bontà, con lo Spirito Santo, con amore sincero; 7 con un parlare veritiero, con la potenza di Dio; con le armi della giustizia a destra e a sinistra; 8 nella gloria e nell'umiliazione, nella buona e nella cattiva fama; considerati come impostori, eppure veritieri; 9 come sconosciuti, eppure ben conosciuti; come moribondi, eppure eccoci viventi; come puniti, eppure non messi a morte; 10 come afflitti, eppure sempre allegri; come poveri, eppure arricchendo molti; come non avendo nulla, eppure possedendo ogni cosa!


Lettura della pericope del Vangelo



Matteo 25,14-30

Parabola dei talenti

14 «Poiché avverrà come a un uomo il quale, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e affidò loro i suoi beni. 15 A uno diede cinque talenti, a un altro due e a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità; e partì. 16 Subito, colui che aveva ricevuto i cinque talenti andò a farli fruttare, e ne guadagnò altri cinque. 17 Allo stesso modo, quello dei due talenti ne guadagnò altri due. 18 Ma colui che ne aveva ricevuto uno, andò a fare una buca in terra e vi nascose il denaro del suo padrone. 19 Dopo molto tempo, il padrone di quei servi ritornò a fare i conti con loro. 20 Colui che aveva ricevuto i cinque talenti venne e presentò altri cinque talenti, dicendo: "Signore, tu mi affidasti cinque talenti: ecco, ne ho guadagnati altri cinque". 21 Il suo padrone gli disse: "Va bene, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore". 22 Poi, si presentò anche quello dei due talenti e disse: "Signore, tu mi affidasti due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due". 23 Il suo padrone gli disse: "Va bene, servo buono e fedele, sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore". 24 Poi si avvicinò anche quello che aveva ricevuto un talento solo, e disse: "Signore, io sapevo che tu sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; 25 ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra; eccoti il tuo". 26 Il suo padrone gli rispose: "Servo malvagio e fannullone, tu sapevi che io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; 27 dovevi dunque portare il mio denaro dai banchieri; al mio ritorno avrei ritirato il mio con l'interesse. 28 Toglietegli dunque il talento e datelo a colui che ha i dieci talenti. 29 Poiché a chiunque ha, sarà dato ed egli sovrabbonderà; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. 30 E quel servo inutile, gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti".


Secondo il typikòn del Patriarcato di Costantinopoli 


Apostolo- Domenica della XXIV settimana (Ef 2, 14-22)

 Fratelli, Cristo è la nostra pace, lui che di due popoli fece una sola unità abbattendo il muro divisorio, annullando nella sua carne l’inimicizia - la legge dei dogmatici precetti – per creare in se stesso, dei due popoli, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare con Dio entrambi - in un solo corpo - mediante la croce, dopo aver ucciso in se stesso l’inimicizia. E venne per evangelizzare la pace a voi, i lontani, e pace ai vicini, perché, per suo mezzo, entrambi abbiamo libero accesso al Padre in un solo Spirito. Così dunque non siete più stranieri né ospiti, ma concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui ogni edificio cresce in armoniosa disposizione come tempio santo nel Signore; in lui anche voi siete incorporati nella costruzione come dimora di Dio nello Spirito


Vangelo della XIV settimana di Luca (Lc 18, 35-43) 

In quel tempo avvenne che, mentre Gesù si avvicinava a Gerico, c'era un cieco seduto a mendicare lungo la strada. Sentendo passare la folla, chiedeva cosa fosse. Gli dissero: "Passa Gesù il Nazareno!" Egli gridò e disse: "Gesù, figlio di David, abbi pietà di me!" Quelli che andavano avanti, lo sgridavano per farlo tacere ma egli molto più gridava: "Figlio di David, abbi pietà di me!" Gesù si fermò e comandò che gli fosse portato. Quando quello fu vicino, gli chiese: "Cosa vuoi che ti faccia?" Egli allora disse: "Signore, che torni a vedere!" Gesù gli disse: "Torna a vedere! La tua fede ti ha salvato". E subito tornò a vedere e lo seguiva glorificando Dio. E tutta la folla che aveva visto, diede lode a Dio.










venerdì 11 ottobre 2019

12/10 Hymn on the Life of St. Patrick di FIACE (FIECH, FIEQUE, FIEC, FIAC, FIAG), évêque de Slane en Lagénie (aujourd'hui le comté de Leinster en Irlande), disciple de saint Patrick (après 430)


FIACC: Hymn on the Life of St. Patrick

[O'Curry MS, Catholic University].

Anonymous translation from The Ecclesiastical Record, March 1868.
Original language: Old Irish.



EDITOR'S NOTE: The Hymn of Fiacc is one of the few accepted primary sources for the life of St. Patrick other than his own writings. Although its exact date of composition is disputed, there is no question that it is extremely ancient, a document of the Celtic Church before the Viking invasions. Tradition ascribes it to the fifth century bard Fiacc, who also figures as a character in some of the legends told about Patrick; modern scholars generally think it was composed later, in the seventh or possibly even the eighth century. -- N. Redington.
1.  Patrick was born at Emptur: 
    This it is that history relates to us.
    A child of sixteen years (was he) 
    When he was taken into bondage.

2.  Succat was his name, it is said; 
    Who was his father is thus told:
    He was son of Calpurn, son of Otidus, 
    Grandson of Deochain Odissus.
 
3.  He was six years in slavery; 
    Human food he ate it not.
    Cothraige he was called, 
    For as slave he served four families.
 
4.  Victor said to Milcho's slave: 
    "Go thou over the sea:"
    He placed his foot upon the *leac* (stone): 
    Its trace remains, it wears not away.
  
5.  He sent him across all the Alps; 
    Over the sea marvellous was his course,
    Until he stayed with Germanus in the south, 
    In southern Letha.
 
6.  In the islands of the Tyrrhene Sea he stayed; 
    Therein he meditated:
    He read the canon with Germanus: 
    It is this that history relates.
 
7.  To Ireland he was brought back 
    In visions by the angels of God:
    Often was he in vision 
    Solicited to return thither again.
 
8.  Salvation to Ireland 
    Was the coming of Patrick to Fochlaidh;
    Afar was heard the sound 
    Of the call of the youths of Caill-Fochladh.
 
9.  They prayed that the saint would come, 
    That he would return from Letha,
    To convert the people of Erin 
    From error to life.

10. The Tuatha of Erin were prophesying 
    That a new kingdom of faith would come,
    That it would last for evermore: 
    The land of Tara would be waste and silent.

11. The druids of Loegaire concealed not from him 
    The coming of Patrick;
    Their  prophecy was verified 
    As to the kingdom of which they spoke.

12. Patrick walked in piety till his death: 
    He was powerful in the extirpation of sin:
    He raised his hands in blessing 
    Upon the tribes of men.

13. Hymns, and the Apocalypse, and the thrice fifty (psalms) 
    He was wont to sing;
    He preached, baptized and prayed; 
    From the praise of God he ceased not.

14. The cold of the weather deterred him not 
    From passing the night in ponds:
    By heaven his kingdom was protected; 
    He preached by day on the hills.

15. In Slan, in the territory of Benna-Bairche, 
    Hunger or thirst possessed him not.
    Each night he sang a hundred psalms, 
    To adore the King of angels.

16  He slept on a bare stone, 
    And a wet sack-cloth around him;
    A bare rock was his pillow; 
    He allowed not his body to be in warmth.

17. He preached the Gospel to all; 
    He wrought great miracles in Letha;
    He healed the lame and the lepers; 
    The dead he restored to life.

18. Patrick preached to the Scoti: 
    He endured great toil in Letha:
    With him will come to judgment 
    Everyone whom he brought to the life of Faith.

19. The sons of Emer, the sons of Eremon, 
    All went to Cisal,
    To the abode of Satan --
    They were swallowed up in the deep abyss,

20. Until the apostle came to them:  
    He came despite the raging tempests:
    He preached, for three-score years, 
    The cross of Christ to the tribes of Feni.

21. On the land of Erin there was darkness; 
    The Tuatha adored the -sidhi-;
    They believed not 
    In the true Deity of the true Trinity.
 
22. In Armagh there is sovereignty; 
    It is long since Emain passed away;
    A great church is Dun-Lethglasse; 
    I wish not that Tara should be a desert.
 
23. Patrick, when he was in sickness, 
    Desired to go to Armagh:
    An angel went to meet him on the road 
    In the middle of the day.
 
24. Patrick came southwards towards Victor; 
    He it was that went to meet him;
    The bush in which Victor was, was in a blaze; 
    From the flame (the angel) spoke.
 
25. He said:  Thy dignity (shall be) at Armagh; 
    Return thanks to Christ;
    To heaven thou shalt come; 
    Thy prayer is granted thee.

26. The hymn which thou chosest in life 
    Shall be corselet of protection to all.
    Around thee on the Day of Judgment 
    The men of Erin will come for judgment.
 
27. Tassach remaineth after him (in Sabhall), 
    Having given the communion to him:
    He said that Patrick would return:  
    The word of Tassach was not false.
 
28. He (St. Patrick) put an end to night; 
    Light ceased not with him:
    To a years' end there was radiance; 
    It was a long day of peace.
 
29. At the battle fought around Beth-horon 
    Against the Canaanites by the son of Nun,
    The sun stood still at Gaboan; 
    This it is that the Scripture tells us.
 
30. The sun lasted with Josue unto the death of the wicked:
    This indeed was befitting;
    It was more befitting that there should be radiance 
    At the death of the saints.
 
31. The clergy of Erin went from every part 
    To watch around Patrick;
    The sound of harmony fell upon them, 
    So that they slept enchanted on the way.
 
32.  Patrick's body from his soul 
     Was severed after pains;
     The angels of God on the first night 
     Kept choir around it unceasingly.
 
33.  When Patrick departed (from life) 
     He went to visit the other Patrick;
     Together they ascended 
     To Jesus, Son of Mary.
 
34.  Patrick, without arrogance or pride, 
     Great was the good which he proposed to himself,
     To be in the service of Mary's Son; 
     Happy the hour in which Patrick was born.

The St. Pachomius Orthodox Library, St. Acacius the Obedient 1996.

Have mercy, O Lord, upon Thy servants, Elizabeth, David, and Mary. 

+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++

               THE END, AND TO GOD BE THE GLORY!


OVVIAMENTE VA TRADOTTO 

giovedì 3 ottobre 2019

4/10 Le 4 octobre, mémoire de Saint HIÉROTHÉE, Evêque d'Athènes





Le 4 octobre, mémoire de Saint HIÉROTHÉE, Evêque d'Athènes
Saint Hiérothée était avec Denys l'Arèopagite l'un des neuf membres de l'Aréopage. Lorsque Saint Paul vint prêcher à Athènes, ils furent parmi les seuls qui se convertirent. Au départ de l'Apôtre, Hièrothée devint le premier Evêque d'Athènes et se chargea d'initier Denys aux Mystères que Dieu avait accordé à son intelligence céleste de contempler. Lui aussi fut emporté sur les nuées avec les Apôtres et les Hiérarques, pour assister aux funérailles de la Mère de Dieu. Il entonna alors les hymnes divines avec une telle ferveur, tout entier sorti de lui-même et plongé dans la contemplation, qu'il apparut à tous comme divinement inspiré. Comme il a déjà été dit à propos de Saint Denys, Saint Hiérothée ne livra pas par écrit les fruits de ses contemplations, ou du moins ceux-ci ne nous ont-ils été transmis que sous forme de fragments parmi les oeuvres de son disciple. Après avoir réjoui le Seigneur par sa vie et ses enseignements, il s'endormit dans la paix, laissant Denys comme successeur


 

Troparion — Tone 1

We the faithful all praise Hierótheus, the disciple of Paul, / Hierarch of Athens, / the world’s teacher and a preacher of the Faith, / who revealed to us Christ’s Mysteries / and poured forth streams of godly doctrine. / His life was well-pleasing to God, who is greatly merciful.

mercoledì 2 ottobre 2019

3/10 Saint hiéromartyr DENYS l'Aréopagite, disciple de saint Paul, martyr sous Domitien (96). (Office traduit en français par le père Denis Guillaume au tome X des Ménées. Office plus complet et plus récent et acathiste traduits par le même au tome X du Supplément aux Ménées.)


Tropaire de saint Denys l'Aéropagite ton 4


Having learned goodness and maintaining continence in all things,
you were arrayed with a good conscience as befits a priest.
From the chosen Vessel you drew ineffable mysteries;
you kept the faith, and finished a course equal to His.
Bishop martyr Dionysius, entreat Christ God that our souls may be saved.



Kondakion de saint Denys l'Aéropagite ton 8


As a disciple of the apostle caught up to the third heaven,

you spiritually entered the gate of heaven, Dionysius.
You were enriched with understanding of ineffable mysteries
and enlightened those who sat in the darkness of ignorance.
Therefore we cry to you: Rejoice, universal Father!




LETTURA APOSTOLICA ALLA DIVINA LITURGIA


Atti 17,16-34

16 Ora, mentre Paolo li aspettava ad Atene, il suo spirito s'inacerbiva in lui, vedendo la città piena di idoli. 17 Egli dunque discuteva nella sinagoga con i Giudei e con le persone pie, e ogni giorno sulla piazza con quelli che incontrava. 18 Con lui discutevano pure alcuni filosofi epicurei e stoici. Alcuni dicevano: «Che vuol dire questo cianciatore?». E gli altri: «Egli pare essere un annunziatore di divinità straniere», perché annunziava loro Gesù e la risurrezione. 19 Così lo presero e lo condussero nell'Areopago, dicendo: «Potremmo sapere qual è questa nuova dottrina che tu proponi? 20 Poiché tu rechi cose strane ai nostri orecchi, vogliamo dunque sapere che cosa significano queste cose». 21 Or tutti gli Ateniesi e i forestieri che dimoravano in quella città non avevano passatempo migliore che quello di dire o ascoltare qualche novità. 22 Allora Paolo, stando in piedi in mezzo all'Areopago, disse: «Ateniesi, io vi trovo in ogni cosa fin troppo religiosi. 23 Poiché, passando in rassegna e osservando gli oggetti del vostro culto, ho trovato anche un altare sul quale era scritto: "AL DIO SCONOSCIUTO". Quello dunque che voi adorate senza conoscerlo, io ve lo annunzio. 24 Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi fatti da mani d'uomo, 25 e non è servito dalle mani di uomini come se avesse bisogno di qualcosa, essendo lui che dà a tutti la vita, il fiato e ogni cosa; 26 or egli ha tratto da uno solo tutte le stirpi degli uomini, perché abitassero sopra tutta la faccia della terra, avendo determinato le epoche prestabilite e i confini della loro abitazione, 27 affinché cercassero il Signore, se mai riuscissero a trovarlo come a tastoni, benché egli non sia lontano da ognuno di noi. 28 Poiché in lui viviamo, ci muoviamo e siamo, come persino alcuni dei vostri poeti hanno detto: "Poiché siamo anche sua progenie". 29 Essendo dunque noi progenie di Dio, non dobbiamo stimare che la deità sia simile all'oro o all'argento o alla pietra o alla scultura d'arte e d'invenzione umana. 30 Ma ora, passando sopra ai tempi dell'ignoranza, Dio comanda a tutti gli uomini e dappertutto che si ravvedano. 31 Poiché egli ha stabilito un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di quell'uomo che egli ha stabilito; e ne ha dato prova a tutti, risuscitandolo dai morti». 32 Quando sentirono parlare di risurrezione dei morti, alcuni lo beffavano, altri dicevano: «Su questo argomento ti ascolteremo un'altra volta». 33 Così Paolo uscì di mezzo a loro. 34 Ma alcuni si unirono a lui e credettero, fra i quali anche Dionigi l'areopagita, una donna di nome Damaris e altri con loro.

PERICOPE EVANGELICA 

44 «Di nuovo, il regno dei cieli è simile ad un tesoro nascosto in un campo, che un uomo, avendolo trovato, nasconde; e, per la gioia che ne ha, va, vende tutto ciò che ha e compera quel campo. 45 Ancora, il regno dei cieli è simile ad un mercante che va in cerca di belle perle. 46 E, trovata una perla di grande valore, va, vende tutto ciò che ha, e la compera. 47 Il regno dei cieli è pure simile ad una rete gettata in mare, che raccoglie ogni sorta di cose. 48 Quando è piena, i pescatori la tirano a riva e, postisi a sedere, raccolgono ciò che è buono nelle ceste, mentre gettano via quello non buono. 49 Così avverrà alla fine del mondo; gli angeli verranno e separeranno i malvagi dai giusti; 50 e li getteranno nella fornace del fuoco. Lì sarà pianto e stridor di denti». 51 Gesù disse loro: «Avete capito tutte queste cose?». Essi gli dissero: «Sì, Signore». 52 Ed egli disse loro: «Perciò ogni scriba ammaestrato per il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che trae fuori dal suo tesoro cose nuove e vecchie».
Gesù disprezzato in Nazaret
53 Ora, quando Gesù ebbe finito queste parabole, se ne andò di là. 54 E, venuto nella sua patria, li ammaestrava nella loro sinagoga, sicché essi stupivano e dicevano: «Da dove ha ricevuto costui questa sapienza e queste potenti operazioni?

Canon de rugăciune către Sfântul Sfinţit Mucenic Dionisie Areopagitul


martedì 1 ottobre 2019

2 0ttobreInno akathistos a San Cipriano




Inno akathistos a San Cipriano

sta in

http://www.madonnaallarovinata.it/st_germa_inno_akathistos.html



Dai Vespri

Mostrando la corona riservata ai martiri ai cui martiri desti il coraggio di affrontare molteplici patimenti, le catene, il carcere, la tortura, il freddo, le frustrate e per finire la morte, venerabile martire Cipriano.

Agli incanti del demone, essendoti opposto con i codici dello Spirito e il segno vittorioso della Croce, tu preservasti giustizia, o Cristo, quale vittima sacratissima, martire invincibile, perciò tu ricevesti la corona di vincitore nello splendore della verginità e del martirio.

Beato Cipriano hai veramente tralasciato l´insegnamento dell´errore dei falsi,per rivestirti della croce del Cristo, armatura di salvezza.
Hai gettato i libri di magie, deposto l´uomo vecchio e per la tua conoscenza di Dio, in te fece la sua dimora la consustanziale Trinità, insieme agli angeli,supplicala santo pontefice e intercedi per la nostra salvezza.


PREGHIERA
Al santo ieromartire Cipriano:

O santo intercessore presso Dio, ieromartire Cipriano, pronto aiuto e
intercessore per tutti quelli che ti invocano! Accetta da noi indegni la lode; presentaci al Signore Dio, e sii guarigione nelle malattie, forza nelle sofferenze,consolazione nei dolori e concedi quanto ci è utile per la nostra vita.
Innalza al Signore la tua potente preghiera, perché siamo preservati dal cadere nel peccato, perché possiamo imparare la vera conversione, perché siamo salvati dalle insidie del demonio e da ogni opera degli spiriti impuri e salvati da
coloro che ci odiano. Sii per noi un potente difensore da ogni nemico visibile e invisibile; concedici la pazienza nelle tentazioni e nell´ora della nostra morte mostrati protettore dalle insidie degli avversari dell´aria, così che guidati da te raggiungiamo la celeste Gerusalemme e siamo resi degni del regno dei cieli per cantare e lodare con tutti i santi il nome del tutto Santo del Padre, del
Figlio e del Santo Spirito, nei secoli dei secoli. Amin.

TROPARIO DI S. CIPRIANO

Sei stato in vita un imitatore degli apostoli e sei salito dopo di loro sul trono della
gloria, o uomo ispirato da Dio. Tu che hai trovato nella pratica delle virtù la via che porta
alla contemplazione, dispensando fedelmente la parola di verità e che hai lottato per la fede
fino al sangue, o sacerdote e martire Cipriano, prega Dio di salvare le nostre anime.


KONDAKION del Santo

Con l’unzione sacerdotale e con il tuo sangue di martire, ti sei avvicinato a Dio in
modo perfetto, Cipriano, veramente degno dei nostri canti; dell’eloquenza tu incarnasti lo
splendore e della nostra natura tu porti il fiore, acropoli della sapienza e bilancia indicando
la rettitudine degli insegnamenti, armoniosa destrezza dei canoni e munificenza della Chiesa
di Dio.