domenica 1 febbraio 2026

autore: Antonio Marra PERNACCHIE AL POTERE – un aforisma al giorno (oggi: il potere patriarcale travestito da scienza



Per decenni ci hanno insegnato questa favola:

lo spermatozoo eroe,

l’ovulo fortezza,

la corsa, la battaglia,

vince il più veloce, il più forte, il più aggressivo.

Come se la vita dovesse iniziare con una guerra.

Poi la ricerca ha fatto una cosa molto sovversiva:

ha guardato meglio.

E ha scoperto che l’ovulo non aspetta.

L’ovulo sceglie.

Invia segnali chimici.

Chiama uno spermatozoo preciso.

Non il più veloce.

Non il più forte.

Ma il più compatibile.

Se l’ovulo non risponde,

non entra nessuno.

Nemmeno il candidato “perfetto”.

Lo spermatozoo non conquista.

Bussa.

E l’ovulo decide se aprire.

Lo chiamano attrazione molecolare.

Io lo chiamo verità che fa tremare il potere.


AFORISMA


La vita non inizia con la conquista.

Inizia con il consenso.

Non con la forza,

ma con la risonanza.

Non con la vittoria,

ma con il riconoscimento reciproco.

Questo non è femminismo.

È biologia.

Ed è una pernacchia gigantesca

a ogni potere che si è raccontato come “naturale”.


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sabato 24 gennaio 2026

Nativi Americani.CLACKAMAS – Il Popolo delle Acque Convergenti




CLACKAMAS – Il Popolo delle Acque Convergenti


Ci sono popoli che nascono dove due correnti si incontrano
e imparano presto che la forza non sta nell’urto,
ma nella convergenza.
I Clackamas vivevano lungo il fiume che oggi porta il loro nome,
tra rapide, affluenti e foreste fitte dell’Oregon.
Un territorio in cui l’acqua non è mai ferma
e il paesaggio insegna che ogni direzione ha un costo.
Qui si imparava a leggere il movimento.
I Clackamas erano parte del mondo chinookan,
popoli del fiume e dello scambio,
abilissimi pescatori di salmone,
costruttori di canoe,
mediatori naturali tra costa e interno.
Il fiume non era solo nutrimento.
Era rete.
Connetteva villaggi, stagioni, relazioni.
Nulla esisteva isolato.
La vita era organizzata, stratificata, concreta.
Grandi case di legno accoglievano famiglie estese.
Il lavoro era condiviso.
La ricchezza non era accumulo,
ma capacità di mantenere flussi.
Gli abiti riflettevano questa sobrietà funzionale.
Corteccia di cedro, fibre vegetali, pelli leggere.
Materiali pensati per l’umidità, per il fiume, per il lavoro quotidiano.
Il corpo non veniva ornato per apparire,
ma per resistere.
Quando arrivarono gli europei,
i Clackamas erano già un popolo esperto di contatto.
Ma ciò che seguì non fu scambio equilibrato.
Malattie, pressione coloniale, trattati mai pienamente rispettati
ridussero drasticamente la popolazione.
Nel giro di pochi decenni,
i Clackamas cessarono di esistere come entità autonoma,
assorbiti in altre comunità chinookan
e nelle tribù confederate dell’Oregon.
Il nome rimase nei fiumi.
E nei luoghi.
Perché l’acqua conserva memoria
meglio di qualunque documento.
I Clackamas ci lasciano una lezione chiara:
la vera forza non è trattenere,
ma tenere insieme.
Se questa storia ti ha parlato,
non interrompere il flusso.
Condividila.
Perché alcune memorie, come i fiumi,
esistono solo se continuano a scorrere.